Motorini: il Pd frena Zamboni


18 apr. – «Non ho inventato nulla di nuovo, ho semplicemente dato esecuzione a quanto approvato dal Consiglio comunale, ovviamente anche con il voto del Pd». Così l’assessore alla Mobilità Maurizio Zamboni difende il provvedimento contro i motorini inquinanti. «Ci sono voluti 2 anni per stringere l’accordo col ministero dell’Ambiente», che garantisce al Comune 3,3 milioni di euro per attuare in tre anni le modifiche alle telecamere “Rita” e “Sirio”, in modo che riconoscano anche le targhe dei motorini.

IL PROVVEDIMENTO

In una prima fase il divieto riguarderà solo i ciclomotori più inquinanti (tranne i motori elettrici e gli euro 2 e 3) nella sola zona ‘T’ (via Ugo Bassi, via Indipendenza, via Rizzoli).

In una seconda fase il blocco verrà esteso a tutta la zona a traffico limitato, quella controllata dalle telecamere “Sirio”.

«Nulla di nuovo», secondo Zamboni, eppure l’annuncio delle nuove limitazioni fatto dall’assessore uscente gi ha scatenato contro anche la maggioranza: «Le ulteriori impostazioni sul traffico le decide il nuovo sindaco», ha detto il segretario del Pd Andrea De Maria, al quale l’assessore risponde: «La chiusura del centro alle moto era contenuta nel Piano del Traffico votato dal Pd».

L’esclusione dei motorini inquinanti viene definita in vario modo da altri candidati sindaco: un provvedimento «ridicolo», secondo Alfredo Cazzola; «demenziale» per Giorgio Guazzaloca; «scorretto» a detta di Gianfranco Pasquino; per Flavio Delbono, invece, «prima dello stop servono i parcheggi».

Picture by Benedetta Aledda

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