Motori Umani sfidano le macchine

Pubblichiamo una sintesi delll’invito a partecipare alla critical mass di sabato prossimo, (dal sito I Like Bike)

Dal 4 al 8 dicembre, Bologna ospiterà, per l’ennesima volta, il Motor Show. Non sono bastate la crisi del settore automobilistico, la rinuncia a partecipare della Fiat, e di molte altre case automobilistiche, per mettere la parola fine a questo evento che dopo la chiusura del Salone dell’auto di Torino, rimane l’ultimo tempio italiano in cui si celebra il motore a scoppio. L’indotto del Motor show pare si aggiri attorno ai 100 milioni di euro (calcolato come e da chi non si sa), ma nulla si dice, e si calcola,  a proposito delle ricadute negative, specialmente in termini ambientali che questa kermesse si è sempre portato dietro. Per non dire dell’immaginario che si continua a alimentare! Come al solito, in una sorta di delirio da quantomania si calcolano solo i segni più dimenticandosi di quelli meno.

Ecco perché forse sarebbe il caso che le forze economiche, politiche e sociali di questo nostro territorio cominciassero a interrogarsi sul come riconvertire questa terra di motori che, guarda caso, è anche la regione italiana col maggior numero di ciclisti e una tradizione importante nel settore delle due ruote. Ad ogni modo per il terzo anno consecutivo i ciclisti bolognesi vogliono ritrovarsi nell’Human Motor, un giro in bicicletta che partirà da piazza Costituzione alle ore 15 di sabato 5 dicembre. Sarà l’occasione per incominciare a costruire un nuovo immaginario e iniziare a proporre una riconversione green di questa terra che ha celebrato la vita dell’automobile e che probabilmente dovrà commemorarne la morte. L’invito è perciò a invadere pacificamente la città con biciclette e ogni altro mezzo a propulsione umana, per ribadire che la mobilità basata sul mezzo di trasporto privato e motorizzato non è più sostenibile. Un invito a pedalare insieme per affermare che “alla fiera del motore, Bologna dice no!”

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