Motor Show. Wu Ming: “Contenti che non ammorbi più la città”

10 ott. – A Bologna non tutti sono dispiaciuti dall’annullamento del Motor Show. Mentre sui mass media vanno in scena, da una parte il braccio di ferro tra Gl events e Fiera sulle clausole contrattuali, dall’altra lo scontro tra il sindaco Virginio Merola e l’ex patron del salone italiano dell’automobile Alfredo Cazzola (pare intenzionato a scippare a Bologna l’evento replicandolo a Milano nel 2014, sfruttando la scia dell’Expo), una voce si alza fuori dal coro. E’ quella del collettivo di scrittori Wu Ming che, dopo anni di “attacchi psichici” contro il Motor Show, ora festeggiano. “Siamo contenti che questa fiera non ammorbi più la città” dice ai nostri microfoni Wu Ming 2.

“Chiaramente, per chi lavorava in quei giorni al Motor Show ci dispiace – dice Wu Ming – magari troverà altre opportunità”. Però, secondo gli scrittori, è un bene che la fiera dell’automobile lasci Bologna. Innanzitutto per il messaggio su cui si fondava: il “donne e motori“. La crisi del Motor show non è quindi solo la crisi del mercato automobilistico, ma secondo i Wu Ming la crisi di un “certo modo di vendere automobili”. “Se tutto questo non compare più a Bologna, e magari si pensa a qualche altra iniziativa, è solo bene” conclude Wu Ming.

Il fatto che il Motor Show facesse girare dei soldi in città, non è comunque per i Wu Ming una ragione sufficiente per difendere una manifestazione come quella. “Anche le narcomafie fanno girare i soldi” dicono con un’iperbole. “Ci sembra che Bologna possa far girare soldi in un altro modo”.

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