25 feb. – A Bologna e provincia sono a rischio 6000 posti di lavoro, la metà dei dipendenti del settore del motociclo. E’ la Fiom provinciale che spiega come la lista delle imprese in difficoltà sia molto lunga: Comex, Masiero, Verlicchi, Paioli e Galvanotecnica di Altedo, RCM, Marzocchi, e le situazioni particolari di Moto Morini, Malaguti e Ducati. I lavoratori che usufruiscono di ammortizzatori sociali sono addirittura 13.000, distribuiti in 360 aziende: il dato è grave, ma migliore di quello di luglio, quando i lavoratori erano 21.000. La cassa integrazione speciale coinvolge 6.500 dipendenti di un centinaio di aziende, quella in deroga 1.150 di 48. I lavoratori iscritti nelle liste di mobilità sono 2.000 in 138 aziende, ma 400 nuovi casi sono emersi solo di recente. I contratti di solidarietà toccano 2.400 dipendenti di 33 imprese.
“Il problema è sottovalutato”, afferma il segretario provinciale della Fiom Bruno Papignani, ” il rischio è gravissimo anche per l’indotto. Se non vogliamo che il settore venga distrutto è necessario che le istituzioni guariscano dalla miopia di cui hanno sofferto finora: è necessario un tavolo con Regione, Confindustria e sindacato che affronti la crisi nel suo complesso, non più azienda per azienda come è stato fino ad oggi.”
Papignani spiega che alla Malaguti, dove lavorano attualmente 180 lavoratori, si minaccia la chiusura se non sarà trovato un acquirente entro la fine dell’anno. Sulla Ducati Motor c’è polemica sui nuovi stabilimenti a Bologna e in Thailandia. Secondo Papignani l’azienda starebbe dando ai propri fornitori un aut-aut: chi vuole continuare a produrre componenti per loro deve andare a farlo in Asia.

