Bologna, 3 nov-. Fotografie, lettere, piccoli taccuini, ma anche armi, elmetti e divise. Memorie e oggetti personali di giovani soldati che il crevalcorese Guido Mattioli raccolse negli anni ’50 e ’60 su quelli che furono i campi di battaglia della prima guerra mondiale e che hanno dato vita al Museo della Pace di Crevalcore, unico museo in Emilia-Romagna interamente dedicato alla Grande Guerra. A cinque anni dal sisma, il museo cambia sede e inaugura il 4 novembre la sua nuova casa al centro Melò in via Candia 385/a.
Attraverso vetrine, ricostruzioni ed esposizioni tematiche viene mostrata la tragedia della guerra e la vita quotidiana dei soldati in trincea. E non manca anche una parte dedicata ai caduti crevalcoresi. Il nuovo allestimento è stato curato dal Museo archeologico ambientale di San Giovanni in Persiceto e reso possibile anche grazie ad un cofinanziamento della Regione Emilia Romagna.
Nel portico esterno, per tutto il week end, sarà possibile entrare all’interno di una trincea italiana appositamente ricostruita dall’associazione nazionale della Sanità Militare Italiana – sezione di Torino e del Gruppo Alpini di Verrua Savoia per sperimentare attraverso luci e suoni la simulazione dell’esperienza di un bombardamento subìto dagli occupanti di una trincea.
Infine, il Museo del Risorgimento di Bologna sarà presente sabato dalle 15 alle 18 con una postazione informatica dedicata alla ricerca di informazioni sui reduci, caduti e dispersi crevalcoresi.
“Una giornata importante per Crevalcore perché si restituisce ai cittadini uno spazio museale importante – ha spiegato Mariarosa Nannetti, assessore alla cultura di Crevalcore-. E vogliamo sia un monito per le nuove generazioni per conoscere questa realtà, affinché serva per evitare in futuro si ripetano episodi tanti cruenti per la storia dell’umanità”








