24 giu. – “Li ho visti casualmente“. E’ sempre stata questa la versione del direttore del Cup, Mauro Moruzzi, sull’incontro tra Cinzia Cracchi e Flavio Delbono avvenuto nell’aprile di un anno fa. Nell’incontro, avvenuto la sera di venerdì 3 aprile 2009 negli uffici deserti del Centro unico di prenotazione, la Cracchi fu convinta a firmare il “comando”, l’atto di trasferimento che la vide passare dalla Regione, dove aveva lavorato come segretaria di Delbono, agli uffici del Cup.
Ora però, dopo l’ultimo interrogatorio avvenuto ieri in procura, la versione di Moruzzi sembra essere crollata. A cominciare da quell’aggettivo, “casualmente“, che proprio ieri mattina sarebbe sparito dalle dichiarazioni da lui rese alla pm Morena Plazzi. Il merito sarebbe tutto dei tabulati telefonici che avrebbero inchiodato il dirigente alle sue responsabilità. Non più quindi un presenza casuale ma un ruolo nell’organizzazione dell’incontro. A conferma delle dichiarazioni di Cinzia Cracchi che, sulla vicenda, è sempre stata chiarissima. “Mi avevano convocato e mi stavano aspettando”, aveva detto Cracchi a proposito della sera del 3 aprile 2009.
Moruzzi mediatore dell’incontro dunque? “Gli atti sono secretati“, ma a quanto pare durante l’interrogatorio di ieri il dirigente del Cup avrebbe, ma il condizionale è d’obbligo, puntato il dito contro Delbono. Sentito al telefono sull’interrogatorio di ieri Moruzzi ha glissato: “Sono stato sentito come persona informata dei fatti e sono lieto di poter dare un contributo alla magistratura”. La sua posizione, ha ribadito, non è cambiato restando quella di persona informata sui fatti.
Per il diretto interessato, però, non ci sarebbe nessun cambio di versione: “Ho portato ulteriori informazioni, ma in perfetta sintonia con quelle fornite nelle precedenti occasioni”. “Ho parlato – ha detto Moruzzi – del passaggio di Cracchi al Cup e anche di quell’incontro ho fornito informazioni più ampie e maggiori particolari, ma sempre in sintonia con quanto detto in precedenza. Non posso dire di più perché c’é il segreto istruttorio”.
Oggi invece Cinzia Cracchi è stata sentita dalla pm Plazzi come testimone in merito al mantenimento dell’indennità di 800 euro netti che percepiva in Regione e che mantenne nel passaggio al Cup. Per la Plazzi si tratterebbe di un abuso d’ufficio e infatti a riguardo sono già stati iscritti sull’elenco degli indagati lo stesso Delbono, l’ex direttore del personale di via Aldo Moro Garavini e la funzionaria regionale Stefania Papilli che firmò materialmente il “comando” di trasferimento della Cracchi. Dopo 4 ore di colloquio con Plazzi, l’ex compagna di Delbono si è detta desiderosa di “uscire di scena“. Il suo avvocato invece ha spiegato che la propria assistita avrebbe solo “chiarito alcune circostanze di contorno di cui si era già parlato”.

