26 gen. – Tra l’incontro di ieri e quello terminato in tarda mattinata di oggi, il magistrato ha torchiato per oltre 12 ore Mauro Moruzzi, il numero uno della società Cup2000, che gestisce le prenotazioni delle prestazioni sanitarie in Regione. L’obiettivo, scoprire se gli appalti alla società di Mirko Divani – l’amico che a Delbono ha fornito il bancomat da cui Cracchi ha prelevato denaro per oltre 4 anni – sono stati assegnati regolarmente. Si tratta di svariate consulenze per alcune decine forse centinaia di migliaia di euro a partire dal 2006 che sono state affidate direttamente, senza una gara.
Per vederci chiaro, la Procura farà con tutta probabilità prendere a questo filone una strada diversa dall’inchiesta sul Cinzia-gate, aprendo un altro fascicolo, separato. Relativo, quest’ultimo, alle irregolarità che partono dagli affidamenti alla ditta Connex Card Technologies di Mirko Divani senza gara d’appalto, dunque in apparente violazione a quanto prevede la convenzione della Regione, passano per i superamenti del limite massimo di 200.000 euro come importo pagato a una ditta (sempre la sua) per le
installazioni per il ‘Progetto Sole’, e arrivano ad un appalto della fine del 2008, quando a dirigerla era la moglie di Divani, Simonetta Tosi, dipendente del Cup. I reati che potrebbero essere ipotizzati sono quelli di abuso d’ufficio (da parte del Cup 2000) e omissione di atti d’ufficio da parte di viale Aldo Moro.
Nell’interrogatorio fiume davanti al pm Morena Plazzi, Moruzzi ha chiamato in causa il presidente della società Cup2000, Luciano Vandelli, che ora sarà il prossimo a essere chiamato in Procura per fare luce
su questi ultimi risvolti dell’inchiesta.
Luciano Vandelli e Mauro Moruzzi sono stati convocati anche dalla commissione bilancio del Comune di Bologna. “Essendo soci della struttura, vogliamo capire se l’azienda è a posto oppure no”, ha spiegato il presidente della commissione Galeazzo Bignami, consigliere Pdl. L’incontro è fissato per il 16 febbraio e, vista la situazione politica cittadina, è impossibile prevedere se per allora la commissione sarà ancora in carica.
Se emergesse “qualunque profilo di illegittimità o irregolarità in talune vicende oggetto delle indagini in corso – ha scritto oggi in una nota il presidente della Regione, Vasco Errani – l’amministrazione si considererà parte lesa e di conseguenza attiverà ogni azione di tutela in qualunque sede, comprese quelle giudiziarie. Così come io sono fermamente intenzionato a tutelare il buon nome della Regione”.
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