15 lug. – Sono arrivati nei giorni scorsi gli avvisi di fine indagine, atti a cui di solito segue il rinvio a giudizio, per il dirigente del settore verde pubblico del Comune, Roberto Diolaiti, e i vertici delle cooperative a cui era affidata la manutenzione dei parchi pubblici nel 2009.
Dovranno rispondere della morte del piccolo Karim, morto nel 2009 dopo 15 mesi di coma per essere caduto da una altalena con le corde usurate e senza manutenzione. Il bambino cadde perché le vecchie corde si ruppero e fu poi colpito alla testa dal cestello. La perizia della Procura stabilì che una verifica più attenta avrebbe evitato la tragedia. Ad andare quindi verso il processo sarebbero, oltre al dirigente Diolaiti, Claudio Levorato di Manuntencoop, Claudio Possi per Operosa e Camillo Gardini per Agri 2000. Sono accusati di omicidio colposo.
Scagionate invece gli altri quattro indagati: il titolare della ditta che fabbricò l’altelena, il numero uno della Coop Avola che installò il gioco, un tecnico comunale del settore verde e un perito agronomo incaricato della verifica manutenzione semestrale del parco John Lennon. Per loro probabile l’archiviazione. La volontà del pm che segue la vicenda, Morena Plazzi, sembra quindi essere quella di perseguire la responsabilità delle figure di vertice e non dei meri esecutori. In sostanza le corde dell’altalena avrebbero dovuto essere sostituite anche visti i due precedenti: nel 2006 si ruppe una delle corde di sostegno e nel 2007 ci furono altri danni. Per il pm Operosa e Agri 2000 non affidarono la manutenzione a personale specializzato, e il settore verde urbano non verificò come doveva su queste attività.

