Morte di Venturi: verso il rinvio a giudizio

Bologna, 7 gen. – La Procura ha chiuso le indagini sull’incidente stradale del 14 settembre, costato la vita all’ex vicepresidente della Provincia di Bologna, Giacomo Venturi. Venturi venne investito in moto, a Zola Predosa; morì poi il 4 ottobre.

Alla guida della Ford Fusion che lo travolse c’era una donna, accusata di omicidio colposo. La Procura le ha inviato nei giorni scorsi un avviso di fine indagine, atto che solitamente prelude ad una richiesta di rinvio a giudizio. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, fu la donna a provocare l’incidente (e quindi la morte di Venturi), svoltando a sinistra senza rispettare l’obbligo di dare la precedenza alla moto guidata da Venturi.

L’ex vicepresidente di Palazzo Malvezzi, nel tentativo di evitare l’impatto, venne costretto ad una brusca e improvvisa frenata, perdendo il controllo del mezzo.  A quel punto, Venturi venne sbalzato di sella, andando a urtare violentemente la fiancata destra dell’auto guidata dalla donna. Apparso fin da subito in gravissime condizioni (era in arresto cardiaco al momento dei soccorsi), Venturi morì circa venti giorni dopo, il 4 ottobre, per le conseguenze delle gravi lesioni cerebrali e le fratture riportate nell’incidente. Dalle indagini risulta che la velocità tenuta da Venturi, stimata intorno ai 60-65 chilometri orari, era superiore al limite dei 50 chilometri orari previsto per quel tratto di strada, essendoci un incrocio e un attraversamento pedonale.

Ai funerali, l’8 ottobre, ci fu un flusso costante di bolognesi.

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