17 dic. – Il 5 agosto 2001 una ragazza cinese morì precipitando dal quinto piano di un palazzo, si era calata con una corda rudimentale creata con delle lenzuola e stava tentando di fuggire con un’amica da un appartamento dove era tenuta segregata da dei connazionali. La Corte d’Assise di Bologna ha condannato due cittadini cinesi a 30 anni di carcere. Al tempo i due avevano 26 e 30 anni e sono sempre sfuggiti all’arresto. I due erano già stati condannati, 30 e 22 anni, ma la Corte d’Appello ha fatto rifare il processo per un vizio di forma.
L’appartamento da cui precipitò la ragazza si trovava in via Allende e quella tragedia scoperchiò una realtà di racket dell’immigrazione clandestina. Nella casa oltre alla ragazza c’erano altri 10 cinesi, le donne erano quattro avrebbero tutte subito violenza sessuale. Erano arrivati in Italia senza documenti e una volta portati a Bologna erano stati presi in consegna dall’organizzazione che pretendeva un riscatto dai loro parenti.
La ragazza quella notte si calò dalla finestra assieme alla cugina ma le lenzuola non ressero. Quando il suo corpo venne ritrovato aveva addosso un biglietto scritto in un inglese incerto con cui chiedeva aiuto. La cugina rimase appesa e riuscì a salvarsi anche se si ferì.

