Bologna, 14 gen. – Con siringhe iniettava sostanze come morfina o cloroformio nelle bottigliette d’acqua lasciate sulla scrivania dalla giovane donna che aveva rifiutato le sue proposte. Grazie alle telecamere fatte installare da Procura e carabinieri, un usciere dell’università di Bologna di 45 anni, è stato filmato, scoperto e arrestato. Nei mesi scorsi aveva chiesto di uscire alla donna, un’impiegata, ma lei aveva rifiutato. Ora l’uomo è ai domiciliari, accusato di stalking e tentate lesioni gravi.
La vicenda, racconta l’Ansa, ha inizio ai primi di dicembre quando la donna, 31 anni, impiegata in un ufficio di segreteria, si è accorta che la bottiglietta d’acqua che era solita lasciare sulla scrivania, anche oltre l’orario di chiusura, era torbida. Visto che non era la prima volta che succedeva – prima non aveva dato peso alla cosa e l’aveva svuotata – ha deciso di portare la bottiglia ai carabinieri: i Nas hanno fatto analizzare il liquido al laboratorio di tossicologia forense e sono emerse tracce di morfina. La donna, allora, ha riferito delle volte in cui aveva notato il liquido alterato, aggiungendo che tempo prima aveva trovato una rosa e cioccolatini. Quando, pochi giorni dopo, lei si è ritrovata un’altra bottiglia con liquido opaco che non è stato possibile identificare, il pm Massimiliano Rossi ha disposto le telecamere, con la collaborazione dell’università. Il giorno successivo, oltre la chiusura, è stato filmato un uomo, poi riconosciuto come l’usciere, che, dopo aver chiuso la porta, si avvicinava alla bottiglia (‘esca’ lasciata dalla vittima) e con una siringa iniettava qualcosa: questa volta cloroformio e etere etilico. La volta successiva i carabinieri che seguivano in diretta la scena, quando lo hanno visto estrarre la siringa, sono intervenuti. Lui si è giustificato dicendo che stava solo controllando che fosse tutto a posto, ma nel suo armadietto sono stati trovati alcune bottigliette e fiale di liquidi da analizzare, siringhe (così come nella sua abitazione, sull’Appennino) e veleno per topi.
L’arresto è di poco prima di Natale. Incensurato, in sede di convalida, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Gli inquirenti gli contestano lo stalking perché il suo comportamento, percepito come una minaccia, ha indotto uno stato d’ansia nella donna, che lo ha riconosciuto dai video e ha spiegato che mesi fa aveva rifiutato un invito ad uscire.
Nella vicenda “il rettorato – ha detto il procuratore aggiunto e portavoce della procura di Bologna, Valter Giovannini – fin dal primo momento ha collaborato in pieno con Procura e carabinieri”. (ANSA).


