
Un fermo immagine del video di Vivere Monzuno che mostra gli alberi stesi nel piazzale del cimitero
Bologna, 17 mar. – Monzuno come Brescello: è scontro tra don Lorenzo, il parroco del paese, e Marco Mastacchi, il sindaco. A differenza di quanto accade nei racconti di Giovannino Guareschi, ad opporre il potere religioso a quello politico nei monti a sud di Bologna non ci sono le ideologie o le visioni del mondo, ma bensì gli alberi e in particolare la passione del prete per il suono delle motoseghe. Don Lorenzo, infatti, è stato ribattezzato dai parrocchiani don Disbosco per via dell’estrema facilità con cui ricorre all’abbattimento di alberi infischiandosene dei permessi comunali.
Il parroco abbatte gli alberi senza permesso. I fedeli protestano: “E’ don Disbosco”
Il giovane parroco è arrivato a Monzuno nell’autunno del 2012 e quasi da subito ha iniziato la sua particolarissima crociata contro gli alberi. Nell’estate dello scorso anno ha ricevuto una prima sanzione per aver abbattuto alcuni alberi in un declivio sotto la chiesa di San Giovanni Evangelista. La settimana scorsa invece le pie motoseghe hanno cantato e raso al suolo un’altra ventina di alberi, tra cedri e cipressi. E dire che il Comune aveva espressamente vietato al parroco di tagliare quegli alberi. “Erano stati danneggiati dalla neve ed erano diventati pericolosi” ha detto don Lorenzo.
Nella serata di ieri il Comune ha inviato una lettera in parrocchia ribadendo “di non condividere affatto la decisione di abbattere gli alberi nei pressi del cimitero”. Nonostante gli alberi in questione fossero in un’area di proprietà della chiesa, precisa il Comune, “i tecnici comunali si erano già espressi tempo fa negando l’autorizzazione all’abbattimento. Abbattimento che tuttavia c’è stato, generando non poche perplessità e qualche malumore tra fedeli e cittadini che a quei cedri e cipressi erano affezionati”. Nel comunicato diffuso in serata si legge che il Comune “diffida il parroco dal procedere, in assenza di esplicita autorizzazione da parte dell’amministrazione comunale, con l’ulteriore taglio di alberi che non siano in evidenti e imminenti condizioni di pericolo”. Per rafforzare la diffida, il Comune si riserva “l’opportunità di procedere con eventuali sanzioni”. Non da ultimo, l’amministrazione chiede “un progetto di valorizzazione dell’area che contenga la proposta di messa a dimora di alberi e arbusti, la specificazione delle essenze ed i tempi previsti per il ripristino dell’immagine della chiesa e del cimitero di Monzuno”.
“Siamo sinceramente dispiaciuti per quanto è avvenuto – spiega il sindaco Mastacchi – perché con un po’ più di collaborazione si sarebbe potuto evitare questa modifica all’immagine della chiesa e del cimitero, così cara alla cittadinanza. Aspettiamo adesso di sapere cosa intenda fare la parrocchia per valorizzare il contesto”. Mastacchi, ai nostri microfoni, ha ripercorso la vicenda sottolineando che don Lorenzo “ha interpretato in modo un po’ estensivo il nostro invito e ha colto la palla al balzo per abbattere gli alberi”. Effettivamente, dopo le nevicate di febbraio, il comune aveva invitato i cittadini a provvedere di rimuovere gli alberi danneggiati dalle nevicate e pericolanti, anche senza dover sottostare all’iter autorizzativo previsto. “Non intendevamo dare il via libera all’abbattimento completo di alberi sani, e questo ci teniamo a ribadirlo” insiste il sindaco che al parroco chiede ora un progetto per la risistemazione dell’area interessata dagli abbattimenti indiscriminati che preveda la piantumazione di nuove piante.
La nevicata di febbraio è costata, al momento, circa 80 mila euro al comune di Monzuno, in gran parte spesi per la rimozione degli alberi caduti sulle strade.
“Al di là di questi episodi i rapporti con Don Lorenzo sono buoni e collaborativi” ci tiene a spiegare Mastacchi che non vuole passare come il Peppone di Monzuno (anche perché la sua appartenenza politica è ben lontana dal comunismo del fantomatico sindaco di Brescello). Il problema che però si pone ora all’amministrazione Mastacchi è convincere don Lorenzo a spegnere le motoseghe, soprattutto perché “don Lorenzo non ha solo la parrocchia di Monzuno (di cui fanno parte le chiese di Trasasso e Gabbiano, ndr), ha anche Rioveggio, Montorio, insomma parecchie chiese da gestire: quello che i parrocchiani non vogliono che succeda è che gli stessi abbattimenti si verifichino anche nelle altre chiese”.

Immagine tratta dal sito Vivere Monzuno

