Ora è ufficiale: Valerio Monteventi è il candidato a sindaco di “Bologna città libera”. Il consigliere comunale è stato eletto ieri sera dagli attivisti della lista civica che vede tra i suoi sostenitori Franco Berardi “Bifo”, Stefano Bonaga e Piero Sansonetti. “Con un millesimo dei soldi di Cazzola, abbiamo portato alla nostra assemblea un numero di persone tre volte tanto rispetto alla sua“. Tra le 200 e le 250 persone, riferiscono i promotori. Con questa battuta al veleno nei confronti di Alfredo Cazzola e della sua iniziativa al cinema Galliera, Valerio Monteventi inaugura la sua campagna elettorale, ospite questa mattina nei nostri studi all’interno di Angolo B.
“Noi vogliamo portare al voto la gente che altrimenti non ci andrebbe. Questo è il nostro primo obiettivo – ha spiegato Monteventi-. Non vogliamo rappresentare l’ultrasinistra ma parlare a tanti. Vedremo se ne saremo capaci. ”
Ottimista sui consensi che la sua lista potrà ottenere al primo turno (“L’un per cento? Se così fosse non saremmo nemmeno partiti”) Monteventi chiude sulle possibile alleanze, con Rifondazione Comunista e con il candidato sindaco del Pd Flavio Delbono. “E’ competente, ma non c’entra nulla con la sinistra. Da assessore comunale al bilancio (con la giunta Vitali, ndr) ha aperto le politiche di privatizzazioni delle farmacie comunali. Rifondazione Comunista si era battuta. Come fa ora a far finta di nulla?“.
Secondo il neo candidato di “Bologna città libera”, un accordo elettorale Pd-Prc è molto probabile, visto che viene a mancare il “macigno” Cofferati. “Ma per me – assicura Monteventi – queste condizioni non ci sono“.
Nessun dialogo quindi con il Partito Democratico. “Non si può fare un accordo con loro – spiega il neo candidato- e dopo un mese accorgersi che non ci sono più le condizioni per governare assieme”. E se si arrivasse al ballottaggio, con il candidato del Pd e uno del centrodestra? “Non ne abbiamo ancora parlato. Non ci interessa la geometria politica, ora vogliamo parlare ai cittadini. Certamente il centrodestra no, ma gli ultimi 5 anni di Cofferati sono stati un governo di sinistra? Non credo.”
Un commento finale sull’arresto di Asif Raza, il presidente del Consiglio provinciale degli stranieri, accusato di aver diretto un’organizzazione che favoriva l’immigrazione clandestina. “Bisognerà verificare se le accuse sono vere o no. Se lo fossero – ha detto Monteventi – sarebbe una cosa gravissima. Avrebbe fatto peggio dei politici italiani. Se ha fatto ciò, deve pagare le conseguenze.”
Le foto dell’Assemblea sono di Roberto Serra/Iguana Press

