30 mag. – “Le coppie lesbiche, gay ed eterosessuali qui riunite, con questo rito dal valore certamente simbolico e altamente civile, s’impegnano oggi davanti ai cittadini bolognesi raccolti in Piazza dell’Unità a sostenersi reciprocamente, in salute e quando si è ammalati, in ricchezza e in povertà, a contribuire ai bisogni della famiglia, a istruire ed educare la prole, tenendo conto delle loro capacità, delle loro inclinazioni e delle loro aspirazioni“.
Con questa formula – ripresa in parte dal codice civile con cui vengono sposate le coppie in Comune – Valerio Monteventi, candidato sindaco per Bologna Città Libera, ha unito in matrimonio oggi pomeriggio – con tanto di fascia policroma – 17 emozionatissime coppie gay, lesbiche ed eterosessuali che hanno voluto partecipare al rito simbolico. A partire dalle 17,30, in piazza dell’Unità (scelta appositamente per il nome), si è svolta l’iniziativa con la quale, spiega lo stesso Monteventi, “abbiamo voluto manifestare l’assenza dei temi della laicità e dei diritti civili nei programmi dei tre candidati sindaci considerati favoriti”.
Già nel 1995 e nel 1999, ricorda Monteventi, “in questa città si parlava di firma sul registro delle unioni civili”. La proposta arrivò in Consiglio comunale ma, dice il candidato, “i consiglieri cattolici di tutti gli schieramenti posero condizioni e ricatti che bloccarono” la proposta. “Oggi siamo qui per rilanciare la questione e chiedere uguali diritti per tutte le coppie”.
Con Eva Robin’s in veste di testimone, le coppie hanno firmato un registro simbolico delle unioni di fatto che sarà spedito, polemicamente, alla sede elettorale di Flavio Delbono. “Così – ha detto Monteventi – almeno nella sua sede ci sarà un documento sul quale è scritta la parola ‘omosessuale'”. Dopo la firma, sono stati regalati tortellini agli invitati come “bomboniera”. Tra i freschi “sposi” anche Maurizio Cecconi, candidato consigliere per la lista Bcl, suo fratello e sua sorella e poi Marzia Mascagni, la maestra del fronte no Gelmini (con il suo compagno, lo stesso da 26 anni) e Sergio Spina, consigliere provinciale Prc al suo secondo sì, con la stessa donna già sposata in Comune.
Da Imola sono arrivati anche Marcello e Valeria, convivono insieme da quattro anni e con la loro presenza sottolineano “la necessità che tutti abbiano pari diritti“. Valeria ha in mano un mazzo di rose rosse e sul matrimonio ufficiale dice “ci penseremo”. Ma sul significato della manifestazione non ha dubbi: “E’ giusto che tutti abbiano gli stessi diritti e sarebbe giusto anche affidargli bambini”.
Pictures by Mario Carlini/Iguana Press

