Bologna, 29 mar. – Un blitz con un centinaio di agenti per ripulire il Parco della Montagnola, considerato uno dei centri dello spaccio cittadino. Ingressi bloccati, 131 persone identificate, 23 fotosegnalate, 19 portate in Questura per accertamenti, nove denunciate perché non ottemperanti al Daspo, una “daspata”, una arrestata su ordine di carcerazione per spaccio, due fermate (una per spaccio, l’altra per resistenza). Sono i numeri della maxi retata, così è stata definita, che ha sigillato ieri dalle 15 alle 18 il parco della Montagnola. Sequestrati 550 grammi di marijuna, 20 di hashish (la polizia) 350 grammi di erba (la municipale).
“Un’operazione importante – esulta l’assessore alla sicurazza Alberto Aitini – decisa al comitato per l’ordine e la sicurezza di cui il Comune fa parte, chiesta più volte dal Comune. La montagnola per noi è una priorità, vogliamo riqualificarla. E sopratutto non è un intervento spot ma il primo di una serie. La legalità va rispettata e noi ci battiamo quotidianamente per questo. E spero che il nuovo parlamento affronti anche il tema del piccolo spaccio, perché gli sforzi che fanno le amministrazioni locali e le forze dell’ordine non siano fortemente limitati dalla legislazione nazionale”. Aitini fa riferimento alla discussa proposta dell’onorevole Pd Andrea De Maria, che ha annunciato di volere presentare una proposta di legge per reintrodurre la detenzione per lo spaccio in strada.
Il fronte della “lotta alla droga” a Bologna passa così per un annunciato intervento legislativo nazionale e per una serie di retate, ieri così come si presume nelle prossime settimane o mesi, visto che il blitz è stato definito “la prima di una lunga serie di operazioni“. “Stiamo cercando di rendere difficile la vita ai pusher nell’attesa di una norma nazionale per il carcere agli spacciatori”, ha detto in sintesi Aitini al Resto del Carlino.
Nella finestra temporale in cui il parco è rimasto chiuso per il blitz nessuno è potuto entrare e uscire, salvo ovvimente i genitori che sono andati a prendere i loro bimbi alla scuola materna e che hanno riportato a casa i piccoli facendoli passare tra decine di poliziotti, finanzieri e carabinieri a presidio dei vari cancelli. Agenti che si sono dimostrati molto gentili, alcuni hanno anche mostrato le camionette ai bambinetti curiosi con la voglia di sbirciare un po’ dentro ai mezzi. In compenso gli spacciatori, dopo le prime identificazioni, si sono rimessi subito a vendere la loro merce. Alle 17 del pomeriggio erano a 20 metri dagli agenti in una ventina, schierati attorno alla balaustra ai lati della scalinata che porta al monumento ai caduti del VIII Agosto. “Vuoi qualcosa? Erba? Fumo?”, ripetevano ai passanti. Il tutto mentre un cordone di poliziotti impediva a chiunque di accedere all’area verde. Stessa scena nell’adiacente piazza antistante al Parco della Montagnola. Se l’intento era quello di rendere la vita difficile agli spacciatori non tutto ha funzionato come da aspettative.
Il giorno dopo alla Montagnola le cose sono riprese come da abitudine. Già da questa mattina giovani ragazzi africani erano ai cancelli a vigilare sugli ingressi e a contattare eventuali clienti (“Ehi ehi, vuoi qualcosa? tutto bene?”). Dentro il parco scambi veloci tra clienti italiani e venditori, in una mano il denaro, nell’altra il prodotto. Scambi veloci, ma tutti alla luce del sole. Gli scout in gruppo seduti sull’erba, a due passi la compravendita di erba e altre sostanze. Insomma, il giorno dopo non è cambiato nulla.
Non tutti sono convinti che una serie di maxi retate possano cambiare la situazione complessiva dello spaccio in città. “La soluzione è la legalizzazione delle sostanze togliendole dal mercato clandestino che arricchisce solo le mafie”, dice ad esempio Hassan Bassi di Forum Droghe, associazione che da più di 20 anni si batte per un approccio antiproibizionista sulle droghe. “L’intervento alla Montagnola – osserva Bassi – sembra degno di un capo mafia. I numeri parlano di centinaia di agenti per trovare un chilo di sostanza stupefacente leggera, forse bastavano un paio di ispettori ben preparati per trovare altre quantità e magari in mano non a piccoli spacciatori di strada ma a personaggi con un profilo criminale ben più elevato”. Secondo Forum Droghe per iniziare a risolvere il problema bisognerebbe cambiare sia la legge sull’immigrazione sia quella sulle droghe. “Il loro combinato disposto crea situazione difficili, è lì che bisogna agire. Così come bisogna archiviare l’idea proibizionista. Il proibizionismo statunitense sull’alcool ha dimostrato che una soluzione di questo tipo non può funzionare. Oggi parallelamente tutte le sostanze sono illegali, eppure sono acquistabili in ogni luogo, e se non fossero nelle piazze degli stranieri sarebbe nelle mani, nelle case e negli appartamenti degli italiani”.

