Bologna, 31 mar. – Sembrava una vittoria, invece le cose sono andate diversamente. Gli scioperi e le trattative tra i facchini del magazzino di Mondo Convenienza di Calderara di Reno e la coop Bird Logistic, che aveva in appalto il servizio per il gigante del mobile a basso costo, avevano a febbraio portato ad un accordo che avrebbe dovuto garantire l’applicazione dei contratti. E cioè rispetto di tabelle salariali, orari di lavoro e diritti in materia di straordinari, malattia e ferie. Le cose però non sono andate come previsto, e due mesi dopo l’accordo che tanto aveva fatto festeggiare i facchini i problemi segnalati restano tutti sul tavolo.
La Filt Cgil di Bologna parla del “mancato pagamento delle ore di straordinario”, di “illegittimi addebiti sullo stipendio, non corretta applicazione del contratto nazionale, irregolare utilizzo delle giornate di ferie e dei contratti di apprendistato in violazione delle norme di legge”.
Evidentemente una situazione che non riguarda solo il magazzino di Calderara di Reno, perché gli scioperi in questi mesi si sono alternati un po’ in tutto il nord Italia. Oggi la protesta congiunta. I lavoratori del magazzino di Bologna hanno deciso di incrociare le braccia assieme ai colleghi di Rimini, Brescia, Milano, Torino e Verona allo scopo, scrive la Filt Cgil, “di chiamare in causa la società Mondo Convenienza e le sue responsabilità come società committente. Infatti, le società appaltatrici della distribuzione di Mondo Convenienza hanno in tutti i siti il medesimo atteggiamento antisindacale”.


