20 giu. Difficile intravadere un dialogo o una mediazione nel braccio di ferro in corso tra Bartleby e la prorettrice agli studenti Paola Monari.
Dopo la richiesta di danni da parte di Lepida (230 mila euro), la prorettrice sta inviando 26 provvedimenti per altrettanti studenti che furono identificati come occupanti al momento dello sgombero di aprile. “Blocchi delle carriere universitarie”, li chiama Monari, di fatto una sospensione degli studi che può andare da due mesi a due anni.
A questo punto, fa sapere la prorettrice, i ragazzi “giustificheranno in forma scritta le loro azioni (entro 10 giorni, ndr), poi sarà il Senato Accademico a valutare e pronunciarsi.”
Monari aggiunge anche che, nella denuncia sui ritardi nei lavori di Lepida e sulla penale da pagare, è implicita la richiesta di sgombero. “E’ il pm Tampieri che deve provedere”.
Richieste e accuse che non fermano gli studenti che accusano, a loro volta, Monari colpevole di un “uso personalistico delle tasse e dichiarazioni false: invece di un provvedimento disciplinare nei nostri confronti, il rettore dovrebbe avviare un provvedimento interno con la prorettrice” dicono. E si smarcano dalle accuse dell’Università riguardo a Lepida. “Abbiamo sepre dato la nostra disponibilità a favorire i lavori”. Riguardo alle sospensioni, Bartleby presenterà a breve “un appello da sottoscrivere a professori e presidi di Facoltà chiedendo la sospensione dei provvedimenti”.
Ma il dialogo ad oggi è pressochè impossibile. Gli studenti si dicono pronti a parlare con tutti tranne che con Monari (“non ci fidiamo di lei”). Per sbloccare la nuova situazione sarà importante il ruolo del nuovo rettore, Ivano Dionigi che ha già incontrato gli studenti. “Ha dimostrato ampia disponibilità al dialogo” dicono.
Nel frattemo è prevista una nuova breve occupazione. Il prossimo 25 giugno è in programma nel giardino di via Filippo Re l’iniziativa culturale “Garden Art” dalla 19 a oltranza. La concessione degli spazi è stata richiesta ma, fanno sapere gli studenti, non è arrivata alcuna risposta. “Siamo forzatamente costretti a occupare uno spazio che abbiamo richiesto”.
Picture by Iguana Press

