Si è presentato in conferenza stampa col tono battagliero che lo contraddistingueva in campo: “sono qui per salvare il Bologna, di politica ne parleremo a cena dopo la fine del campionato. ” Tra le tante domande piovute addosso al neo allenatore anche una precisazione sulle sue “simpatie” politiche: Sinisa Mihajlovic ai tempi della Lazio proclamò infatti la sua amicizia per la “Tigre” Arkan, il nazionalista serbo accusato di crimini di guerra durante il conflitto nella ex Jugoslavia, già capo ultras della Stella Rossa ai tempi in cui vi giocava il giovane Sinisa.
Quando Arkan venne ucciso in un attentato a Belgrado nel 2000 Mihajlovic fece pubblicare un necrologio su un giornale serbo e i tifosi della curva laziale srotolarono uno striscione con su scritto: “Onore alla Tigre Arkan”.
Di Sinisa Mihajlovic si segnala anche la presa di posizione contro i bambardamenti Nato alla Serbia e la
denuncia per gli insulti razzisti rivolti al calciatore di colore Vieira durante una partita di Champions League nel 2000 con l’ Arsenal: poi il serbo chiese scusa e la cosa fini lì.
“La politica non mi interessa e non voglio essere etichettato politicamente.” Ha concluso Mihajlovic per chiudere il discorso, “Anzi, posso dire che, in Jugoslavia, ho vissuto meglio nel periodo del comunista Tito, che dopo. Non paragonatemi a personaggi dello sport come Di Canio o Lucarelli.”
