Michael Feuerstack live: la verità e le canzoni per gli altri

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26 feb. – Cos’è la verità? La domanda è impegnativa, più da salotto filosofico che da programma musicale, ma è intorno a questo interrogativo che è girata l’intervista realizzata qualche giorno fa con Michael Feuerstack, musicista canadese che ha portato nei nostri studi due canzoni tratte dall’ultimo disco The Forgettable Truth. Non abbiamo parlato di verità solo perché la parola si trova nel titolo dell’album, firmato con il vero nome del musicista: “Ho abbandonato il monicker Snailhouse tre anni fa, per riavvicinarmi alla mia musica”, ci ha detto. Una svolta personale? Michael ci ha detto che la scelta è dovuta a “tante cause quante sono le stelle nel cielo”.

Con Feuerstack abbiamo approfondito un lato delle liriche dell’ultimo album, dove spesso in scena c’è il classico “io e tu”: The Forgettable Truth è autobiografico? “Più che altro si tratta di un modo di scrivere i testi, è la lingua del pop, tranne quando c’è un narratore esterno, come capita nei testi di Tom Waits“, ci ha raccontato il nostro ospite, con il quale siamo anche andati più indietro nel tempo, fino a un disco molto particolare, Singer Songer. Una raccolta di canzoni che Michael ha scritto apposta per altri musicisti, legate al loro modo di cantare. “Mi sono innamorato del vecchio modo di fare musica, di quando si scriveva da autori per voci e prospettive di altri”: la canzone che chiude il set, “I’m Going To Pay You Back Someday”, è unica proprio perché proviene da quell’album, ma è stata cantata da Michael per la prima volta. Un regalo davvero bellissimo.

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