“Mettete quel vigile a controllare le piste ciclabili”

Bologna 30 mag.- La Consulta della bicicletta prende carta e penna e scrive una lettera al comandante della polizia municipale di Bologna Carlo Di Palma sul caso del vigile beccato dall’associazione Salvaiciclisti mentre si trovava con lo scooter di servizio su una pista ciclabile. Il vigile è stato oggetto di un’inchiesta interna che si è risolta con la più lieve delle sanzioni, il richiamo. “Ci sarebbe piaciuto che il provvedimento preso fosse stato più mirato dal punto di vista simbolico ed anche pratico”, si legge nella lettera. La consulta azzarda quindi un suggerimento: perché non assegnare a quel vigile il compito di controllare sul corretto uso delle ciclabili?
Di seguito il testo della lettera

Gent.mo Comandante dei Vigili Urbani di Bologna Di Palma,

abbiamo saputo che sono stati presi provvedimenti di richiamo nei confronti del vigile urbano che è stato fotografato mentre utilizzava impropriamente la pista ciclabile nei pressi della Grada con la moto di servizio. Siamo sicuri che Lei avrà adottato la giusta misura prevista dai regolamenti in casi come questi, e siamo grati al Suo intervento.

Come cittadini e ciclisti urbani siamo consapevoli della difficoltà di far prevalere il principio di legalità che troppo spesso viene messo in discussione con superficialità, anche nei comportamenti quotidiani apparentemente più innocenti. Chi usa regolarmente la bici sa quante difficoltà s’incontrano, e quanto spesso gli spazi destinati alle bici siano abusati da mezzi a motore di ogni tipo, con continue situazioni di pericolo e insicurezza.

In questo senso, ci sarebbe peraltro piaciuto che il provvedimento preso fosse stato più mirato dal punto di vista simbolico ed anche pratico.
Pensiamo che sarebbe stato utile che al vigile urbano in questione fosse stato dato incarico di sorvegliare per un mese sull’utilizzo corretto delle piste ciclabili bolognesi, quotidianamente invase da mezzi motorizzati sia per il transito, sia per la sosta. Basta soffermarsi qualche minuto, per esempio, sulla pista ciclabile di via Albertoni per capire come venga di norma utilizzata da moto per effettuare un percorso (Massarenti-Mazzini) altrimenti non consentito. Oppure all’imbocco di via San Vitale, dove la pista è utilizzata per superare di pochi metri, in velocità (lì il limite di velocità è 30 km/h), la fila di automezzi sulla strada.

Naturalmente questo servizio andrebbe svolto con la bicicletta di servizio, così il vigile medesimo si potrebbe rendere conto sulla propria pelle di cosa vuol dire trovarsi di fronte a mezzi in sosta o a mezzi a motore in movimento sulla pista ciclabile.
Un’iniziativa di questo genere, opportunamente divulgata, potrebbe inoltre rappresentare un bel segnale virtuoso a tutto tondo da lanciare alla città, facendo capire con i fatti che il Corpo dei Vigili Urbani è ben attivo e vigile, appunto, anche sul fronte del controllo della viabilità ciclabile che, per fortuna di tutta la città, in questi ultimi tempi sta incrementando sempre più, a vantaggio di una mobilità più sostenibile per tutti.

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