19 mag. – Modificare il progetto del metrò di Bologna portandone “il percorso in superficie e diminuendo così fortemente sia la spesa prevista che i tempi di realizzazione”. Lo chiede un appello della Rete Ecologista Bolognese firmato da una serie di personalità tra cui l’urbanista ed ex assessore di Bologna Giuseppe Campos Venuti. L’appello è indirizzato al Commissario Anna Maria Cancellieri e ha raccolto adesioni inaspettate anche da diversi esponenti del Partito Democratico.
“Dato il rapporto di circa 6 a 1 fra i costi della soluzione in tunnel e di quella in superficie – recita l’appello inviato per conoscenza anche a Vasco Errani e Beatrice Draghetti – parte della differenza si potrebbe utilizzare per prolungare il percorso a nord-est fino al Caab-Pilastro e a nord fino a Corticella, risolvendo l’annoso problema del quadrante e del suo futuro sviluppo”.
La questione degli ingenti costi di un progetto che, secondo gli estensori dell’appello, presenta uno “svantaggioso rapporto costi-benefici” e la “mancanza di una domanda adeguata”, è stata sollevata oggi anche da Paolo Natali, ex presidente della commissione Mobilità di Palazzo D’Accursio. Per Natali il metrò sarebbe un “sacrificio troppo forte” e si potrebbe rinunciarvi ma a patto che “i finanziamenti rimangano comunque nell’ambito della mobilità”. Stesso parere quello dell’ex assessore regionale alle attività produttive e allo sviluppo economico Duccio Campagnoli che ha chiesto di usare quei fondi per “scelte che forse sono più prioritarie ed importanti“. E in piena campagna per la segreteria provinciale del Pd, si sono accodati alle critiche anche Piergiorgio Licciardello, concorrente di Donini alla segreteria, e Andrea De Pasquale dei “400 autoconvocati” che ha firmato direttamente l’appello della rete ecologista. Licciardello in particolare ha chiesto che, “prima di mettere mano allo scavo”, ci si assicuri “che la linea intercetti una domanda reale e si possa arrivare in fondo al progetto” senza “generare negli anni una perdita di esercizio costante nei bilanci locali”.
I fondi per la metropolitana sono però vincolati al progetto già presentato e, per mantenere i finanziamenti deliberati del Cipe, è necessario passare per un decreto governativo niente affatto scontato.
E intanto i grillini bolognesi che si sono sempre detti contrari alla metropolitana così come al Civis accolgono a braccia aperte la marcia indietro di Campagnoli e compagni. “Meglio tardi che mai – ha detto il neo consigliere regionale Giovanni Favia – vista la situazione dei conti pubblici non è di buon senso investire sul metrò”.

