6 mar. – “Io sto cauto finché non vedo gli atti del Cipe. Di parole ne sono state spese tante…”. E’ quanto afferma l’assessore comunale alla Mobilità e ai Lavori pubblici, Maurizio Zamboni, rispetto al via libera giunto oggi dal Cipe e dal Consiglio dei ministri anche sulla metrotramvia di Bologna. Zamboni dice di volerci vedere chiaro, poiché l’amministrazione di Palazzo D’Accursio non conosce ancora i dettagli della decisione. In sostanza, il dubbio è se il passaggio di oggi renda immediatamente disponibili i finanziamenti alla metropolitana o se serva un ulteriore ok. Le certezze si fermano qui, visto che i rappresentanti degli enti locali stavolta non sono stati nemmeno invitati a Roma.
Anche il sindaco Sergio Cofferati, non si sbilancia troppo, affermando in una nota che “Se verra’ confermata l’interpretazione del ministero sulla composizione dei finanziamenti complessivi per le metrotranvie approvate dal Governo, finalmente anche Bologna avrà le risorse necessarie per la realizzazione del suo progetto di metrò”.
Nel corso della giornata è divenuta più chiara l’entità delle risorse, 1.510 milioni di euro, che nell’ambito del pacchetto complessivo varato dal Cipe di 17,8 miliardi di euro, andranno a finanziare le “reti di trasporto e i sistemi metropolitani”, compreso quello bolognese. Per quanto, infine, concerne le grandi opere messe a finanziamento, non cè solo il Ponte sullo Stretto (arrivano i primi 1,3 miliardi per avviare la costruzione di cui è stimata una spesa di 6,1 miliardi) ma anche il sistema Mo.se. a Venezia (800 milioni) e 2.750 milioni di contributo pubblico per l’alta velocità ferroviaria.
Caustico il commento di Carlo Monaco, presidente della lista civica guazzalochiana La Tua Bologna: “Se non si fosse fatto di tutto per bocciare il finanziamento del metrò di Guazzaloca, oggi non saremmo in ansia per capire se e quando vi sia un incerto finanziamento, ma saremmo piuttosto quasi a fine lavori della linea”.

