Metalmeccanico: la crisi continua

1 lug. – «Un salto di qualità negativo nella crisi del metalmeccanico bolognese, che nei prossimi mesi riserverà brutte sorprese». Con queste parole il segretario bolognese della Fiom-Cgil, Bruno Papignani, spiega che la crisi sta investendo anche aziende che finora non erano state interessate, e non solo sotto forma di ricorso alla cassa intregrazione ma anche di licenziamenti.

Da fine maggio alla Magneti Marelli, investita nel caos della Fiat, circa 60 su 100 addetti alla produzione sono in cig e 29 lavoratori interinali impiegati nel sito di Crevalcore ieri hanno saputo all’ultimo momento che non avranno il rinnovo del contratto. Altri 75 rimarranno senza lavoro da luglio.

Oggi scioperano per 8 ore i dipendenti della Fini compressori di Zola Predosa, perché ieri la Fini Spa ha annunciato un piano industriale che prevede 100 licenziamenti. «Una situazione inaccettabile. A luglio decideremo forme di lotta anche pesanti», ha detto Papignani. «I licenziamenti devono essere evitati», è l’appello accorato rivolto al presidente di Unindustria Bologna Maurizio Marchesini, che proprio ieri aveva detto: «Temiamo un autunno abbastanza pesante».

Infine a Pianoro i lavoratori della Harris Calorific sono in sciopero da martedì e presidiano i cancelli da 6 giorni perché l’azienda, nonostante gli accordi che ne garantivano la permanenza in Italia, ha deciso di trasferire la produzione in Polonia licenziando 48 persone su 76.

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