Bologna, 24 lug. – Il sindaco di Bologna Virginio Merola vede allontanarsi il People Mover, sprona il Parlamento sul tema dei diritti civili delle persone omosessuali e chiede una conferenza nazionale sull’immigrazione per ridiscutere le modalità di gestione del fenomeno.
Nel suo ufficio, al piano nobile di Palazzo D’Accursio, Merola, dopo alcune riflessioni sulla Regione, parla dei temi caldi per Bologna. “Se il piano economico finanziario che abbiamo chiesto alla Marconi Express non viene accettato (dalle banche, ndr), è finita la discussione sul People Mover“. Merola vede più nero che bianco: a giorni è attesa la risposta della società alle rilevazioni fatte da palazzo d’Accursio. La risposta della società che dovrebbe realizzare e gestire la navetta di collegamento tra aeroporto e stazione è vincolata alla disponibilità di finanziamento degli istituti di credito. Per questo è fondamentale il pronunciamento degli istituti di credito. “Non lo dico con allegria” precisa Merola che vede allontanarsi sempre di più la possibilità di realizzare l’opera che avrebbe dovuto collegare aeroporto e stazione ferroviaria. “E’ un binario un po’ più morto” dice il sindaco.
“Se la risposta sarà negativa valuteremo le alternative” dice Merola che ci tiene a precisare come la vicenda People Mover sia un lascito delle passate amministrazioni. “Faccio presente che tutte le altre le abbiamo risolte, e non era facile”. Dal “pacco del Civis” al “sfm e alla rete filoviaria”, il sindaco Merola rivendica i successi: il Civis sostituito dal Crealis (“i cantieri sono aperti”), e i fondi ex metro usati per il servizio ferroviario metropolitano e nuovi filobus.
E’ un Merola a tutto campo quello che ci accoglie nel suo ufficio nel piano nobile di Palazzo d’Accursio. Un Merola che già guarda al 2016 e pensa al suo secondo mandato “per finire il lavoro iniziato in questi anni”. “Saranno i cittadini a decidere” mette le mani avanti, lasciando però intendere che vedrebbe naturale una sua ricandidatura. “Chiederò al partito di prendere posizione sul mio operato” dice il sindaco, che avverte: “Non ci nascondiamo dietro alle primarie”. Quello di Merola è un messaggio tutto diretto al Partito democratico, che suona così: se ho lavorato bene ricandidatemi altrimenti facciamo le primarie. E lancia un avvertimento a possibili concorrenti, anche per le eventuali primarie per il post Errani: “Le primarie sono una cosa bella, non un luogo dove candidarsi assessore o posizionarsi per avere qualcosa” dice Merola.
Tra un caffè e una sigaretta, seduto al tavolo di legno chiaro su cui trova spazio una scacchiera (“Prego, la prima mossa spetta ai bianchi”), Merola parla del Passante Nord. Anche su questo tema a breve si avrà il via libera definitivo. E il sindaco della città metropolitana fa una proposta ai sindaci dei comuni su cui dovrà passare l’infrastruttura: “Facciamola davvero a consumo zero“. La proposta è semplice: compensare i 75 ettari di territorio che verranno occupati dall’asfalto con 75 ettari di terreno edificabile trasformato in “non edificabile”. Inoltre, per quanto riguarda le aree dismesse di Bologna, l’idea del sindaco è di trasformare lo scalo San Donato in un grande parco agricolo. “Mettere orti, campi e boschi dove ora ci sono i binari” è la proposta di Merola che ne ha già parlato con l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Michele Mario Elia. “Con un miliardo e mezzo di finanziamenti di cose se ne possono fare” dice il sindaco che vorrebbe anche re-introdurre, nel Passantino, la fascia di rispetto di 500 metri attorno al tracciato già ipotizzata nel primo passante nord proposto ormai decenni fa dall’architetto Giuseppe Campos Venuti.
Sul fronte dei diritti civili, Merola ha intenzione di riportare Bologna al rango di città modello. Il discorso vale per la questione immigrazione e per il tema dei diritti delle persone omosessuali.
“E’ finita l’epoca dell’immigrazione per trovare lavoro” spiega Merola che vede necessaria “una conferenza nazionale sull’immigrazione per ridiscutere questo tema”. “Oggi quelli che arrivano hanno la colpa di essere nati dalla parte sbagliata del Mediterraneo- è il pensiero di Merola-. Sono rifugiati, perseguitati, son persone che non riescono a vivere perché ci sono dei regimi dittatoriali. Quindi stiamo parlando di una cosa che colpisce le nostre comunità e può cambiare molto del futuro”. E’ questa lettura del fenomeno immigrazione che ha spinto la giunta Merola a chiedere, e ottenere, la trasformazione del Cie in un centro per richiedenti asilo. Non si facciano però speculazioni politiche, è l’avvertimento di Merola: “I soldi per questi centri e per l’accoglienza dei migranti provengono dal progetto Sprar (Servizio per richiedenti asilo e rifugiati, ndr) del Ministero”.
Portare avanti anche in tempi di crisi la battaglia culturale sui diritti civili per Merola è fondamentale e dopo il registro dei matrimoni omosessuali celebrati all’estero annuncia un nuovo cambiamento nei regolamenti comunali: “A settembre ci occuperemo del regolamento di polizia mortuaria”. Il tema può sembrare secondario ma non lo è: “Consentire a chi ha vissuto una vita insieme, omosessuale o no, di essere tumulato vicino al proprio compagno è una questione di civiltà” dice Merola. che rivendica la scelta di trascrivere i matrimoni tra omosessuali per dare un messaggio a Roma. “Serve per dire al Parlamento nazionale ‘avete detto che a settembre approvate sta legge, approvatela'”. “A Bologna vivono 91 mila persone sole” sottolinea il sindaco: “E’ molto più convincente che noi aiutiamo le persone che vogliono vivere insieme a farlo, piuttosto che stare fermi al palo su cos’è famiglia tradizionale, cos’è famiglia non tradizionale”. “Non volete chiamarla matrimonio- dice rivolgendosi anche a chi nel suo partito storce il naso alla possibilità che anche le persone omosessuali si sposino-, chiamatela unione civile: l’importante è che sia equiparata, come vincolo, al matrimonio“. E nel progetto in discussione nella commissione giustizia del Senato sulle unioni civili, Merola vede una pecca: “Non si parla di divorzio”. “Se basta una lettera per sciogliere il legame- chiede Merola-, qual è la forza di vincolo dell’unione civile?” Il rischio, secondo Merola, è che le unioni civili come disegnate finora siano “un matrimonio di Serie B“: “Cioè- spiega il sindaco- è una specie di vincolo più leggero rispetto al matrimonio. E questa è discriminazione e non ha un cavolo di senso”, sbotta.


