26 set. – Tra le soluzioni che il sindaco Virginio Merola vede per affrontare i tagli c’è anche quella di una sussidiarietà sempre maggiore ma con un forte controllo pubblico. Io penso – ha detto chiudendo il consiglio comunale straordinario – che il personale del Comune di Bologna, adeguatamente valorizzato, sia in grado di esprimere una forte regia pubblica sui servizi dati in sussidiarita'”. E ha aggiunto: ” Siamo per una diversa idea di pubblico, che non coincida con Stato o Comune, ma inteso in termini di questo secolo, cioe’ che i cittadini si autorganizzano per la gestione dei servizi e a questi cittadini si riconosce la capacita’ di soggetti pubblici”.
Merola ha parlato anche di necessità di rivedere il patto di stabilità e ha detto che incontrerà presto tutti i parlamentari bolognesi (alcuni oggi erano in aula). Ha chiesto chiarezza sui fondi per le infrastrutture e sul Civis. E ha chiesto chiarezza anche sulla città metropolitana perché se la legge a Roma venisse approvata Bologna sarebbe già in grado di partire.
L’aumento dello 0,1% dell’irpef e la tassa di soggiorno sono tasse che Merola è pronto ad introdurre solo se costretto. Praticamente scontato che lo farà anche se il gettito non sarà sufficiente per le necessità del Comune.
L’auspicata unità politica tra le forze del consiglio comunale non è però diventata realtà: l’ordine del giorno proposto dal Pd per auspicare le modifiche alla manovra proposte dalla Lega delle autonomie ha ricevuto il voto contrario del Pdl, Lega, Movimento 5stelle e della lista Aldrovandi.

