3 mag. – Subito, “entro i primi 100 giorni di mandato”, l’attivazione del D.A.T, il registro delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento, in sostanza i testamenti biologici. Lo ha garantito il candidato sindaco del centro sinistra Virginio Merola rispondendo a una richiesta di Reta Laica Bologna che ha giudicato “molto positivamente” il suo impegno.
In mattinata Merola ha anche attaccato il leghista Bernardini, che ieri lo aveva sfidato sul tema della bolognesità. “Non è un bolognese doc”, aveva detto il candidato sindaco del centro destra ricordando come il democratico non fosse nato sotto le Due Torri.
“I veri bolognesi sono quelli come me– ha detto a margine di un incontro con lo Spi-Cgil – io che sono arrivato al Pilastro a cinque anni seguendo mio padre che faceva il poliziotto. E sono stato accolto a Bologna”.
Al contrario, ha attaccato il candidato sindaco del centrosinistra, “i bolognesi di Bernardini sono quelli che puntano il dito contro i marocchini e poi presentano dichiarazioni dei redditi false“.
E ancora: “Vogliamo più bene noi a Bologna rispetto a un bolognese come lui nato qui, che dice che la città fa schifo. Bernardini ha solo il problema di radicare qui le falangi celtiche della Lega nord“. “Parole offensive che fanno male alla città”, ha replicato Bernardini.
L’impegno di Merola ad attivare in 100 giorni il registro dei Dat arriva dopo una serie di domande che Reta Laica ha posto a tutti i candidati sindaco. Qui le loro risposte a tutti i quesiti posti da Rete Laica Bologna.

