27 mag. – Il dopo referendum fa discutere la maggioranza in Consiglio Comunale. Il sindaco Virginio Merola in apertura di seduta apre al dialogo e si dice disponibile a “migliorare il sistema della convenzioni”, ma ribadisce ancora una volta che dal sistema integrato non si torna indietro.
Una posizione evasiva, secondo Sel che, nell’intervento della capogruppo Cathy La Torre, avverte che “le deleghe non sono più in bianco”. In gioco quindi, oltre al futuro delle scuole dell’infanzia, c’è la tenuta della maggioranza a Palazzo d’Accursio.
Merola non sminuisce la partecipazione dei cittadini al referendum, ma chiede di superare le divisioni: “Come sindaco il mio dovere è ribadire che il sistema integrato funziona e funziona bene e unire chi ha votato A e chi ha votato B per una battaglia comune, e cioè avere più risorse da parte del governo per la nostra scuola pubblica”. Sono le prime parole del sindaco parlando di ieri come di “una giornata importante per la città”.
Secondo Merola non si deve rinunciare al sistema delle convenzioni – come oggi chiede il Nuovo comitato articolo 33, alla luce del voto – ma è possibile migliorarlo.
Ascolta Merola il giorno dopo del referendum
“Abbiamo sollevato il problema a livello nazionale”, ha detto il sindaco, aggiungendo che ha intenzione di coinvolgere i sindaci dell’Anci nella richiesta al governo di togliere il patto di stabilità per gli investimenti sulle scuole.
La blindatura del sistema delle convenzioni non piace a Sel. La Torre si chiede a questo punto “se non è in discussione il sistema delle convenzioni, che cos’è esattamente in discussione?”. Nell’intervento in Consiglio la vendoliana promette di ricordare al sindaco che “le deleghe non sono più in banco” e promette “il nostro gruppo non perderà occasione di ricordarlo a questa amministrazione e a tutta quella parte della politica che pensa di consultare i propri cittadini solo in occasione delle tornate elettorali”.
I due fronti del comitato intanto si fronteggiano sul dato dell’affluenza. I firmatari degli appelli pro B di Stefano Zamagni e Giovanni Sedioli questa mattina hanno parlato di una “netta minoranza” che ha partecipato al voto. “Solo il 15% degli aventi diritto al voto ha detto che il sistema integrato va cambiato”, sostiene Alessandro Alberani, segretario bolognese della Cisl. Per Sedioli, la “scarsa affluenza” fa riflettere sullo stesso strumento referendario-
Ascolta Sedioli comitato B dopo il referendum
“Il vero flop è dei partiti schierati per l’opzione B”, ha detto Ivano Marescotti, da subito schierato con i referendari. Questa mattina il Nuovo comitato articolo 33 è tornato nella sede dove è nato, la Chiesa metodista di Bologna. Da qui parte la richiesta di rispettare l’esito del referendum.
Ascolta Ivano Marescotti comitato A dopo referendum
Il 18 giugno si aprirà l’istruttoria comunale sulla scuola, per la quale si possono mandare al Comune le manifestazioni di interesse entro il 10 giugno.
Sul referendum è intervenuta anche il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, secondo cui il voto di Bologna porta a fare una riflessione anche su scala nazionale su quello che dovrà essere il sistema a lungo termine. Per il ministro “la scuola pubblica ha bisogno di investimenti, soprattutto per quanto riguarda l’edilizia scolastica”.


