3 set- Per arginare l’emergenza abitativa la giunta Merola ha approvato un documento pieno di numeri sui provvedimenti presi finora e ha tracciato una strada ancora non definita rispetto ai contenuti. La speranza è che gli enti pubblici: Inps, Poste, Fs e altri ma anche le Fondazioni, mettano a disposizione i loro immobili che non riescono a vendere. Il Comune farebbe da garante anche se non è ancora chiaro che tipo di convenzione si stipulerebbe con gli enti. Il tema sarà oggetto di incontri in Prefettura, “Con il Prefetto c’è sintonia” ha assicurato il sindaco.
Il primo cittadino si è mantenuto duro nei toni sul tema delle occupazioni. ” Non porta a nulla – ha affondato Merola – divide i poveri, semina rancore e favorisce i populismi di ogni specie”.
Nel documento innanzitutto si ripercorrono le azioni adottate da Palazzo D’Accursio e che Merola la scorsa settimana, dopo aver avviato la discussione in Giunta, aveva rivendicato con orgoglio: dal protocollo anti-sfratti (40 accordi su 58 domande nei primi sette mesi dell’anno) ai canoni concordati, dalla vendita di alloggi Acer “per finanziare la manutenzione e l’acquisto di nuovi immobili” al controllo dei dati Isee per l’accesso all’Erp, dove ancora si registra un 40% di domande “non fatte bene” e si prosegue con la verifica “permanente” sui redditi degli assegnatari: i controlli sul quadriennio 2007-2010 hanno stanato 3.684 nuclei con dichiarazioni difformi, per 2.424 dei quali è bastato un ricalcolo del canone mentre in altri 257 casi è scattata la decadenza (47) o l’annullamento del contratto (210). Intanto è “abbondantemente sotto controllo” il capitolo occupazioni nel patrimonio Acer: solo 21. Insomma, “non c’è più posto per furbi e furbetti”, assicura il sindaco.
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