Merola ‘alla francese’: “Unioni gay non sono un matrimonio”

1 apr. – Durante il suo viaggio in Europa il candidato sindaco Virginio Merola avrebbe dichiarato che celebrerà matrimoni gay solo se ci sarà una legge. Lo riporta il Resto del Carlino nell’articolo in cui racconta del soggiorno a Tolosa del candidato sindaco del Pd.

A Tolosa, città gemellata con Bologna, le unioni tra persone dello stesso sesso avvengono con una semplice firma al tribunale amministrativo, ma posso essere celebrate anche in comune, come atto simbolico e politico. Proprio il carattere simbolico sembra non essere piaciuto a Merola che avrebbe detto “Una roba simbolica? Dura un giorno. Farò il mio dovere se ci sarà una legge”. Secondo Merola inoltre non bisognerebbe equiparare le unioni gay ai matrimoni.

Un distinguo che, secondo il circolo Arcigay Il Cassero, è discriminatorio e fa pensare ad “un tessuto sociale fatto di corsie in cui le opportunità corrono a velocità diverse”. Per questo l’associazione chiede al candidato un chiarimento urgente.

Dai nostri studi , a novembre, il candidato Pd aveva dichiarato che avrebbe sposato simbolicamente una coppia gay anche se non gli sembrava “il primo problema da affrontare”.

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