9 nov. – “Questa volta non c’è un raccomandato, il limite delle precedenti primarie è che non si è giocato in modo trasparente”.
Il presidente del consiglio provinciale Virginio Merola si è candidato alle primarie del centrosinistra. Anche Merola aveva sostenuto Maurizio Cevenini, candidato che poteva riallacciare una “relazione sentimentale” tra i cittadini di Bologna e la politica. Ma dopo il suo ritiro ha deciso di candidarsi per quelle che considera finalmente primarie “vere” e, guardando agli altri candidati, “primarie di coalizione di un mondo che è unito perché è un mondo che appartiene al Pd, sono sostanzialmente primarie del Pd che è una costellazione che deve trovare il modo di far vivere posizioni diverse attorno ad un progetto comune”.
Merola comincia da oggi la sua campagna elettorale, gli ascoltatori l’hanno incalzato su varie questioni a partire da quella che è esplosa con l’ex sindaco Flavio Delbono: la necessità che il Pd si tuteli da scandali. “Non ho nulla da ridire sulle persone che si sono candidate che sono persone oneste ma tengo a ribadire che il problema di Delbono non è stata la questione sessuale ma utilizzare la sua posizione per questioni personali – ha detto Merola – c’è stata sottovalutazione su questo tema”.
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Passando ai punti del programma Merola, come detto durante la riunione della direzione, pensa che sia necessario “lasciare al suo destino il metrò e utilizzare queste risorse per il servizio ferroviario metropolitano e dare una bella scossa elettrica ai mezzi pubblici”.
Sul rapporto pubblico-privato e in particolare sui finanziamenti comunali alle scuole private l’ex assessore all’urbanistica non crede che bisogna innescare “una guerra tra poveri”. “Credo che la scuola debba essere pubblica ma sono scettico sul ridurre i finanziamenti alle scuole cattoliche”, ha detto.
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Merola crede che sia necessario spendere di meno per la gestione dei servizi e più per gli utenti dei servizi. In questo senso ci vuole “una sola Asp, accorpare consigli di amministrazione e direttori generali” (aziende servizi pubblici alla persona che in questo momento sono tre ndr). “Non bisogna tagliare sulla cultura, la scuola e i servizi sociali”. Secondo Merola non bisogna chiudere le biblioteche e bisogna implementare il modello Sala Borsa.
Infine Merola sposerebbe simbolicamente una coppia gay anche se non gli sembra “il primo problema che dobbiamo affrontare”.

