Bologna, 1 feb. – Ha un solo rammarico Virginio Merola dopo due anni e mezzo passati al governo di Bologna: “Non sono riuscito a comunicare i salti mortali che stiamo facendo per far quadrare i conti”. Le difficoltà di bilancio, dovute alle incertezze e ai continui cambi decisi a Roma, hanno inciso e non poco sulla capacità di manovra della giunta Merola. “I trasferimenti statali per Bologna sono pari a zero” scandisce Merola nel corso della conferenza stampa in cui presenta il corposo bilancio di metà mandato.
“Siamo riusciti ad attrarre 1,2 miliardi di euro di investimenti” dice, mentre alle sue spalle scorrono le slide con il rendiconto che parlano di progetti in partenza, di capitoli quasi chiusi e di vicende ancora aperte. “Abbiamo fatto il possibile” sembra dire Merola che più di una volta lamenta le difficoltà incontrate a causa dei lunghi iter burocratici. Annuncia che “a breve” partiranno i cantieri per gli ultimi lavori del Civis (elettrificazione e risistemazione di via Rizzoli) che consentiranno di viaggiare ai nuovi filobus Crealis, strappati in cambio dei Civis. Inoltre, Merola è convinto che entro l’anno partiranno i cantieri del People Mover.
“La mia visione di Bologna è di una città umanistica – ripete come una mantra – in cui il plus valore è dato dal sapere diffuso, dal numero di cittadini diplomati e laureati e dal grado di innovazione”. “Vogliamo investire su questo” ribadisce Merola che difende l’idea (novità in proposito si avranno entro febbraio) di cedere all’università l’area dell’Ex Staveco. Il Comune rinuncia così a qualcosa come 25 milioni di euro che la Cassa depositi e prestiti avrebbe “girato” al Comune in cambio della vendita delle caserme, tra cui la Staveco. Soldi che, almeno in parte, Palazzo d’Accursio avrebbe potuto girare sulla “spesa corrente”. “Stiamo facendo delle scelte che vanno in questo senso” precisa Merola.
Non è mancata una bacchettata all’assessore alla legalità Nadia Monti che nel corso di un’intervista nei nostri studi si era detta favorevole alla legalizzazione della Cannabis. “Si tratta di un tema nazionale” dice Merola che giudica “inutile” il dibattito locale su questo tema. Un avviso anche al gruppo di Sel che ha annunciato la volontà di presentare un ordine del giorno per chiedere al Parlamento di modificare la Fini-Giovanardi.

