Bologna, 26 ago. – Non saranno le famiglie di occupanti quelle che entreranno negli immobili invenduti, se il protocollo sull’emergenza abitativa andrà a buon fine.
A metterlo nero su bianco è il sindaco Virginio Merola, a seguito della riunione di giunta dedicata all’emergenza abitativa. La proposta definitiva verrà formalizzata martedì prossimo 2 settembre per essere poi presentato al Prefetto il prima possibile, ma il sindaco conferma quanto già anticipato dall’assessore Amelia Frascaroli: si tratta di un protocollo per l’uso temporaneo per l’emergenza abitativa di immobili, pubblici e privati, che in questo momento faticano a trovare compratori sul mercato. Per questo sono stati già contattati enti pubblici come Poste, Ferrovie, Inps, Inail, Ausl, ma verranno contattati anche soggetti privati come l’Associazione Costruttori.
“Non abbiamo ancora una situazione esplosiva, è bene prevenire” precisa Merola che ricorda quanto fatto dall’amministrazione finore, dalla norma sulla morosità incolpevole, nata da una sperimentazione bolognese ed inserita poi nella legge 80, fino agli affitti a canone concordato e il sostegno all’affitto.
“Abbiamo fatto molto sulla prevenzioni degli sfratti ora bisogna lavorare sugli immobili vuoti, invenduti” dice il sindaco che però precisa che il confronto riguarda le istituzioni ma non gli occupanti. “Non possono entrare nelle graduatorie Erp” mette in chiaro Merola, sia che siano occupanti di alloggi pubblici che occupanti di alloggi privati. Quindi “non si può sanare l’occupazione di case” dice il sindaco, secondo cui questa è stata la linea che ha mantenuto basso il numero di alloggi occupati illegalmente a Bologna.
Negli immobili invenduti quindi, sempre che gli enti interpellati accettino, entreranno le persone segnalate dai servizi sociali.
Durante le riunione di giunta si è tenuto il presidio degli occupanti di Asia Usb, una sessantina tra attivisti e famiglie con bambini. Una delegazione è stata ricevuta dall’assessore Frascaroli ma le sue risposte non sono bastate agli occupanti che chiedono “il blocco degli sfratti, la requisizione degli alloggi sfitti e la legalizzazione delle occupazioni abitative”.















