Merola: “Basta rinvii sull’Imu”

9 ago. – Sull’Imu il Governo deve smetterla con “rinvii e strumentalizzazioni politiche”. Il sindaco Virginio Merola protesta ancora contro la mancanza di informazioni sulle imposte e i finanziamenti ai Comuni da parte dello Stato.

“La cosa essenziale è che sia prevista la copertura dei bilanci approvati nel 2013″, avverte il sindaco in una nota. Secondo Merola, “è ora che il Governo decida sulla vicenda Imu, smettendo con rinvii e stoppando le strumentalizzazioni politiche. E’ assurdo che i sindaci ancora non sappiano come impostare i bilanci, che non sia chiara la quantità dei trasferimenti al Fondo di solidarietà né i criteri di questo trasferimento, che non si sappia ancora che fine farà la Tares, come si applicherà la spending review o come e se si allenterà il Patto di stabilita’ per far ripartire gli investimenti nelle città”.

Merola dice di condividere la proposta del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni: trasferire due miliardi di euro ai Comuni e far decidere agli stessi come intervenire sull’Imu e se applicare la service tax.

Merola ribadisce che sarebbe “un errore abolire completamente l’Imu per poi magari aumentare l’Irpef, che colpisce soprattutto i redditi da lavoro dipendente, o applicare una service tax che comunque colpisce imprese e redditi da lavoro”. La richiesta dei Comuni è sempre la stessa: avere maggiore “autonomia e assunzione di piena responsabilita’ di fronte ai nostri cittadini- sottolinea il sindaco di Bologna- meglio cosi’ che insistere a centralizzare le decisioni, continuando nell’incertezza e nella sostanziale riduzione di risorse che da anni subiamo”.

Merola si rivolge ai parlamentari del Pd, perché si impegnino a “sostenere l’autonomia dei sindaci. Al Pdl chiedo di smetterla di inseguire proposte demagogiche. La cosa essenziale è che sia prevista la copertura dei bilanci approvati nel 2013- avverte il sindaco di Bologna- nessuno pensi di farsi propaganda con misure centrali che scaricano sui Comuni i tagli effettivi. Le risorse centrali devono servire per gli esodati, per la cassa integrazione, per ridurre le tasse sulle imprese e sui lavoratori”.

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