28 mar – A Bologna 10 nuovi propietari su 100 sono d’origine straniera. Questa è la fotografia presentata oggi da Confabitare. Un quadro sempre più multietnico dunque del mercato immobiliare bolognese. “Il sogno di comprare una casa non è più un’esclusiva degli italiani, più o meno benestanti che siano” poichè, spiega ancora Confabitare, “oggi, gli immigrati, tra le tante aspettative ed aspirazioni, coltivano anche quella di acquistare una casa nella città dove vivono e dove hanno deciso di far crescere i loro figli”.
I dati. Secondo quanto riferisce Confabitare, a Bologna nel 2010 le compravendite effettuate da famiglie straniere sono state l’8,7% del totale delle transazioni concluse nel territorio comunale, a fronte di una popolazione pari al 7,52% del totale. Il dato delle transazioni sale invece se si considera l’intera provincia, con una percentuale che sale al 10,5%. Un fenomeno di crescita che registra un più 2,5% rispetto al 2009 sotto le Due torri e del 2% in provincia. Fra le comunità più attive presenti in città si registrano indiani, pakistani e bengalesi che coprono il 46% delle compravendite effettuate da stranieri, pari al 4% del totale bolognese. Seguono romeni e albanesi che, da soli, coprono il 31% delle compravendite immobiliari con protagonisti immigrati, il 2,69% delle transizioni totali. La comunità nord africana, invece, pur essendo quella più numerosa in provincia (11.915), è quella che dispone di meno denaro per transazioni finanziarie di questo tipo.
Un capitolo a parte Confabitare lo dedica alla comunità cinese, senza dubbio la più propensa ad investire nel “mattone”. Non vengono acquistate solo case ed appartamenti ad uso abitativo, ma anche ristoranti, take-away o negozi di abbigliamento: su 429 attività in città, 281 (il 10,42% del totale bolognese) sono in proprietà.
“Un fenomeno sociale – afferma in una nota Alberto Zanoli, presidente Confabitare – che non può più essere ignorato”. Gli stranieri che comprano casa sono in continuo aumento e le motivazioni sono tante. Fra queste sicuramente quella di radicarsi nel territorio in cui si è scelto di vivere e dare la possibilità di offire un futuro migliore ai figli. Resta comunque, sottolinea Zanoli “un atteggiamento di resistenza e ostracismo degli italiani nei confronti degli stranieri , quando si deve affittare o vendere casa”.

