27 giu. – Il Mercato di Mezzo non si trasformerà in un supermercato ma sarà un importante marchio della grande distribuzione a riaprirlo a nuova vita. Coop Adriatica ha ereditato ad aprile di quest’anno il compito di restaurare il vecchio spazio abbandonato di proprietà dell’Ausl all’interno del quadrilatero, nel momento in cui ha rilevato la società Mac, affidataria designata del progetto.
I lavori partiranno a luglio e dovrebbero concludersi nell’autunno del 2013, per costruire una struttura su tre piani all’interno dello storico edificio ottocentesco, con un investimento da 4,8 milioni di euro. Al piano terra sorgeranno una decina di punti vendita di prodotti di eccellenza locale e nazionale a marchio Fior Fiore Coop, Alce Nero, Granarolo, Libera Terra, Grandi salumifici italiani e Enoteca regionale. L’intenzione di Coop è di ospitare anche i commercianti locali, a patto che mettano in vendita prodotti di eccellenza. Il piano superiore, soppalcato, sarà il regno di Eataly dedicato alla pasta. Lì ci saranno alcuni tavolini dove poter consumare i prodotti acquistati oltre che iniziative pubbliche dedicate alla cultura del cibo. Il seminterrato si trasformerà in un birrificio artigianale.
Troverà così conclusione la lunga storia di abbandono dell’ex Mercato di Mezzo, ora dichiarato inagibile a seguito delle scosse di terremoto del mese scorso e che nell’autunno scorso era stato occupato per pochi giorni dagli attivisti del Tpo. Una cattedrale del buon cibo che, nella speranza dell’assessore al commercio Nadia Monti, possa attrarre anche i turisti che passeggiano per il quadrilatero.
Il nuovo progetto prevede un grande utilizzo di vetrate: il tetto e le pareti al primo piano saranno trasparenti e resteranno i grandi lucernari al centro delle due facciate. I piani saranno collegati da una scala e un ascensore panoramico centrali.
Alla conferenza stampa di presentazione era ospite lo storico dell’arte Eugenio Riccomini che ha lanciato un appello agli architetti responsabili del progetto di restauro: “Vi chiedo di non esagerare col ferro, che dà un aspetto troppo navale e di lasciare in vista i muri antichi, senza intonacarli”, com’è stato fatto per l’Ambasciatori.

