Bologna, 14 feb. – Durante la nevicata di venerdì 6 febbraio che ha portato al blocco della produzione dei pasti per le mense scolastiche (poi mutato in servizio a ranghi ridotti), l’amministrazione comunale non avrebbe fatto notare a Seribo l’esistenza di una clausola per le situazioni di emergenza nel contratto di servizio, in base alla quale la società deve comunque assicurare i pasti alle scuole.
L’elemento è emerso dalle indagini del Nas – nucleo anti sofisticazioni dei carabinieri che stanno svolgendo accertamenti nell’inchiesta contro ignoti per interruzione di pubblico servizio coordinata dal procuratore aggiunto Valter Giovannini e dal Pm Morena Plazzi.
Gli inquirenti hanno acquisito lo scambio di email avvenuto fra Palazzo D’Accursio e Seribo la mattina del 6, dal quale sembra emergere che quando Seribo (partecipata al 51% dal Comune) ha comunicato all’amministrazione comunale l’impossibilità di garantire il servizio, il Comune ha risposto limitandosi a prenderne atto, senza far notare l’esistenza dell’obbligo contrattuale. La replica dell’amministrazione sarebbe stata quindi interpretata come una sorta di via libera a far star a casa i dipendenti.
Mentre da ieri vige una pace gelida fra il socio pubblico e quello privato di Seribo, oggi da Sel arriva l’invito al sindaco Virginio Merola a fare un passo indietro sull’annunciata privatizzazione del servizio: “Speriamo vivamente che l’arroganza che abbiamo visto andare in scena alla Camera dei Deputati in questi giorni – scrive in una nota la coordinatrice bolognese di Sel Egle Beltrami – non sia la cifra con la quale il Sindaco Merola voglia affrontare i delicati passaggi politici e amministrativi relativi alle partecipate e, in particolare, a Seribo”. Sel esprime preoccupazione per il futuro dei lavoratori Seribo e per la qualità e i costi del servizio e chiede al sindaco “di fermarsi e di aprire un reale confronto con il centrosinistra”.

