Bologna, 5 mag. – Più di un bimbo su due oggi a Bologna ha partecipato allo sciopero della mensa, la protesta organizzata dall’Osservatorio mense scolastiche. Il 52% degli iscritti non ha usufruito dei servizi Seribo, conferma il Comune, a fronte di una percentuale di non fruizione del servizio dell’8% mediamente registrato nelle giornate di lunedì.
“Il dato presenta alcune differenze nei diversi ordini di scuola” precisa la nota dell’amministrazione. “La percentuale registrata nelle scuole d’infanzia è stata del 49% (52% nelle comunali e 38% nelle statali), nella scuola primaria del 55%, mentre del 28% in quella secondaria di primo grado”.
Fra le scuole in cui si è raggiunto il 100%, per esempio, ci sono Cantalamessa (quartiere Saragozza) e Fantini (Reno). Alle Betti 3, che si trovano dentro al Parco della Montagnola, oltre l’80% ha rinunciato al solito pranzo (17 pasti Seribo su 98 bambini) e ha fatto il picnic con genitori e nonni sul prato davanti a scuola.
Ecco le voci di genitori che abbiamo raccolto fra tovaglie e panini.
“I dati impegnano l’Amministrazione comunale a una ulteriore riflessione per qualificare ulteriormente tutte le iniziative in atto per migliorare il servizio, quali la realizzazione del nuovo centro pasti e un netto incremento di prodotti bio, oltre che la sostituzione già in corso delle stoviglie di plastica con quelle di ceramica” continua la nota.
“Non c’è stato nessun boicottaggio da parte del Comune”, ha detto poco dopo, in Consiglio comunale, l’assessore alla Scuola Marilena Pillati. Rispondendo a una domanda del consigliere M5S Marco Piazza, ha ribadito le posizioni dell’amministrazione anche sul merito della protesta: “Non ne comprendo a pieno le ragioni”.
L’Osservatorio Mense parla di “grande successo” e chiede che ora l’amministrazione risponda, non solo rendendo migliore il servizio, ma anche riguardo a tariffe e utili di Seribo.



