Seribo. Filcams: “Merola incontri anche noi”

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Foto tratta dal sito di Seribo

Bologna, 7 mag. – Dopo il mea culpa di Virginio Merola, che ha invitato a un incontro i genitori promotori dello sciopero del pasto, anche il sindacato Filcams Cgil vuole essere ascoltato dal sindaco di Bologna per un confronto sul futuro delle mense scolastiche.

Seribo è stata alternativa all’appalto secco, è un’esperienza che va assolutamente valorizzata”, dice Sonia Sovilla, segretario di Filcams Bologna, collocandosi agli antipodi rispetto a quanto detto dal presidente del Quartiere Navile Daniele Ara: “La gestione della ristorazione – aveva dichiarato “a titolo personale” ai nostri microfoni – o è totalmente diretta come nei nostri nidi o va invece esternalizzata con una gara d’appalto, che permette di avere un chiaro fornitore privato”.

Sulla gestione Seribo, però, Filcams chiede “correttivi” per migliorare le condizioni dei lavoratori.

Sono circa 250 le persone impiegate in Seribo (di cui una quarantina col contratto degli enti pubblici, le altre col contratto del turismo), “non esistono i tempi pieni”, sottolinea la sindacalista e aggiunge che le scodellatrici (impiegate nella somministrazione dei pasti a scuola) spesso hanno solo 15 ore alla settimana e durante la chiusura estiva delle scuole si ritrovano “tre mesi a casa con la sospensione della retribuzione e di tutti gli istituti contrattuali”.

L’incertezza sul nuovo appalto non ha giovato ai rapporti con l’azienda: “Da qualche mese stiamo chiedendo a Seribo un incontro”, sottolinea Sovilla, che a questo punto chiede un confronto direttamente con il Comune, socio al 51% in una compagine costituita per la parte privata da Camst e Elior.

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