
Foto di Domitilla Ferrari
18 feb. – Nuovi menù stanno per arrivare nei piatti dei bambini delle scuole comunali di Bologna. Già dal primo marzo verranno introdotte alcune modifiche, seguendo le linee guida INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) in collaborazione con l’Ausl. E’ previsto un menù “invernale” per marzo ed aprile e uno “estivo” per maggio e giugno. La novità è arrivata dai tecnici del Comune di Bologna che ora dovranno proporla a Seribo. Secondo i genitori dell’Osservatorio cittadino mense scolastiche di Bologna, che da tempo chiedono più qualità nella tavola dei bambini, è un primo passo avanti che “non si capisce perché non sia stato fatto prima”.
In vista del nuovo capitolato di gara per la gestione delle mense scolastiche, ora in mano a Seribo dal 2003 e prorogato fino a giugno 2014, i genitori dell’osservatorio stanno chiedendo più biologico, il superamento delle stoviglie usa e getta, un sistema di controlli più efficace sulla gestione del servizio e un reinvestimento maggiore degli introiti. Il 21 febbraio è la data limite che i genitori hanno dato all’amministrazione per avere risposte gli indirizzi del capitolato. In caso di mancata risposta l’Osservatorio cittadino mense scolastiche sta pensando a forme di protesta come lo sciopero del pasto, dando ai bambini il pranzo al sacco.
Quelle sul nuovo menù sono le prime risposte concrete da quando, un anno fa, è stata istituita la commissione mensa. Il Comune si è anche detto disponibile all’implementazione delle lavastoviglie per evitare l’utilizzo di piatti e posate usa e getta.
Davanti alle scuole Chiostri di San Donato alcune mamme si dicono soddisfatte della qualità dei pasti serviti ai bambini, “Sono io che cucino male a casa” mi dice una, ma molti sollevano critiche: “il cibo arriva freddo”, “vengono servizi pane, pasta e magari pizza a merenda, troppi carboidrati”, “con l’idea che i bambini scartino qualcosa il pasto completo è troppo abbondante”, “non c’è quasi cibo biologico” e “sono squilibrati: i legumi vengono considerati un sostituto delle verdure”.
A Bologna la percentuale di materie prime biologiche è del 18%, al di sotto della soglia indicata dalla Regione nella legge n. 29 del 2002, pur senza poter dare obblighi e sanzioni ai Comuni che sgarrano, come Bologna nella decennale gestione Seribo. In molti Comuni della provincia la situazione è invece migliore a Casalecchio e Zola Predosa dove la gestione delle mense è della società partecipata Melamangio. Qui il biologico è oltre l’80% e si fanno progetti per ridurre al massimo gli sprechi. La differenza deriva da un diverso capitolato, che lascia meno delega al gestore privato.
Venerdì scorso al question time in Consiglio Comunale M5S e Lega Nord hanno chiesto delucidazioni all’assessore alla scuola Marilena Pillati. La quota ora in mano a Camst e Concerta-Elior deve essere ceduta al Comune di Bologna prima della nuova messa a gara. Ora la quota di utili del privato all’interno di Seribo è dell’80%, Marco Piazza del M5S chiede che vengano fatti gli investimenti mettendo un tetto agli utili. Nel 2013 Seribo ha fatto 1 milione e 300mila euro di utile contro gli 800mila della gestione delle mense scolastiche di Milano.
Riascolta la puntata di Angolo B sulle mense scolastiche.

