Bologna, 16 mag. – Dopo due ore di incontro con il sindaco Virginio Merola e l’assessore alla Scuola Marilena Pillati, i genitori che hanno promosso il riuscito sciopero del pasto Seribo nelle mense scolastiche registrano aperture inedite da parte dell’amministrazione comunale.
Ora però resta da sciogliere il nodo legale: il servizio deve essere rimesso a gara, dopo 10 anni, come sostiene il Comune di Bologna in base alle normative più recenti? Palazzo D’Accursio ha interpellato l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici. Nel frattempo, aspettando il parere dell’autority, il contratto con Seribo potrebbe essere prorogato di un altro anno. Al segretario generale di Camst Marco Minella, che solo ieri ha invitato a mezzo stampa il socio pubblico di Seribo a rinunciare ai dividendi per investire subito sui centri pasti, il sindaco dice: “Faccia il socio, parli nei consigli di amministrazione”.
Molto soddisfatti dopo l’incontro col sindaco i genitori, ricevuti stamattina in una delegazione composta dai tre rappresentanti del Comitato mensa cittadino (CMC) più quattro dell’Osservatorio mense scolastiche. “Siamo diventati interlocutori su temi su cui prima non eravamo ritenuti competenti di discutere”, ha detto Sebastiano Moruzzi del CMC. Hanno ottenuto che nell’assemblea dei soci Seribo di giugno il Comune proponga di destinare completamente gli utili di quest’anno al miglioramento del servizio. “Lo riteniamo un acconto sul credito che hanno le famiglie”, spiega Moruzzi, “per l’utile accumulato negli anni e non investito”. I genitori registrano aperture inedite da parte dell’amministrazione comunale per il nuovo contratto di servizio: fissare un limite agli utili nei prossimi piani di gestione di Seribo, la sperimentazione di un ruolo di controllo e vigilanza dei genitori da inserire anche nel contratto di servizio, una clausola di salvaguardia che permetta di adottare sistemi di produzione dei pasti diversi (e su questo si potrebbe aprire una seprimentazione con le scuole disponibili già dall’anno prossimo).
Il Comune – hanno fatto sapere i genitori – si è impegnato al rispetto della legge regionale che prevede il 70% di biologico, la sostituzione delle stoviglie in plastica con quelle lavabili entro giugno nelle scuole primarie e l’introduzione di piatti compostabili nelle scuole dell’infanzia, schede tecniche dei prodotti sempre disponibili per i genitori.
Sulle tariffe, i genitori, che si riservano di studiare i dati parziali ricevuti oggi, hanno ottenuto dal Comune l’impegno a fare un conguaglio, se, come sembra, si profilerà un fatturato superiore all’anno scorso, e a restituire ai genitori quello che hanno pagato in più.
Anche il sindaco ha espresso molta soddisfazione dopo il confronto.


