8 gen. – A casa dei genitori bolognesi stanno arrivando in questi giorni i primi bollettini delle mense scolastiche e le cifre sono amare. Secondo i dati dell’Osservatorio mense, che torna a riunirsi questa sera, il sistema a consumo, introdotto in questo anno scolastico, è più caro e il biologico sembra ancora un sogno lontano. Un aumento inspiegabile, secondo Sebastiano Moruzzi dell’Osservatorio, perché “l’azienda Seribo è in attivo di 2 milioni di euro, nel bilancio 2013″. Bologna più cara anche rispetto ai Comuni della provincia, dove le mense sono ormai davvero biologiche. “A Bologna il bio è fermo al 18%, irregolare rispetto ad una legge regionale del 2002 che chiede il 70% dei pasti biologici”, ci spiega Moruzzi. Meglio va ad Argelato dove il biologico dichiarato è al 100%, San Lazzaro, Imola, Casalecchio sono al 70%.
Una mensa scolastica per definirsi ‘bio’ deve utilizzare almeno il 70% degli ingredienti provenienti da agricoltura biologica. In base ad una ricerca Nomisma/Pentapolis, pubblicata l’ottobre scorso, in Italia sono 1.196 le mense scolastiche bio (+51% dal 2008) e soprattutto nelle regioni settentrionali del paese (70% delle mense).
L’Osservatorio porterà le sue osservazioni alla prossima Commissione mensa cittadina, che si riunirà il 16 gennaio.


