18 nov. – “Anche se oggi escludiamo qualsiasi nostra responsabilità diretta nella gestione del club, faremo il possibile e anche di più per la ricerca di soluzioni non traumatiche che consentano di uscire da questa crisi. Prima ancora che per il nostro interesse, nell’interesse del Bologna, dei tifosi e della città”. Sono state queste le parole di Renzo Menarini, amministratore delegato del Bologna Calcio prima della cessione all’attuale proprietario, l’imprenditore cagliaritano Sergio Porcedda.
In una lunghissima conferenza stampa Menarini ha spiegato di aver consegnato a Porcedda un Bologna con i conti trasparenti e in ordine e di essersi fidato dello stesso Porcedda dopo “aver avuto garanzie sia personali sia dall’enturage economico e finanziario che lo conosceva e che con lui aveva trattato”.
Qualcosa però deve essere andato male e da luglio, cioè dalla cessione della società, Porcedda non sta né ripianando i debiti del club né pagando gli stipendi. Da qui l’esigenza di una conferenza stampa e l’impegno di Menarini per “salvare il Bologna e uscire dalla crisi”. Come? “Cercando nuovi capitali o compratori“, ha spiegato Francesca Menarini, figlia di Renzo ed ex presidente del Bologna Calcio. Ma al momento all’orizzonte non ci sono né compratori né idee su come raccimolare i soldi necessari.
Attualmente Sergio Porcedda è esposto personalmente verso la famiglia Menarini per 3 milioni di euro, a loro volta i Menarini, attraverso la società Cogei – stanno ancora garantendo la solidità economica del Bologna in Lega Calcio per 10 milioni di euro.

