MEI 2017 al via domani. Sangiorgi: “Il futuro sarà tutto indipendente”


28 sett. –
Dal 29 settembre fino al 1° ottobre torna a Faenza il Meeting degli Indipendenti, tre giorni di musica con oltre duecento artisti, il Forum del Giornalismo musicale, numerosi incontri, workshop tra esperti di settore, mostre. Abbiamo intervistato colui che dal lontano 1994 di questa fiera è il fondatore, ovvero patron Giordano Sangiorgi, che ha presentato ai microfoni di Piper l’edizione al via  da domani: “Oggi per un artista è indispensabile – al contrario di vent’anni fa –  restare aggiornato ogni giorno sul mercato musicale. La figura dell’artista è sempre più vicina a quella di un imprenditore di se stesso, deve sapere da dove poter ricavare le risorse e restare a galla nel mercato musicale”.

La proposta del MEI, infatti, abbraccia a 360 gradi l’universo della filiera produttiva musicale: “Venerdì avremo questo incontro fra enti e operatori – perché l’Italia è finalmente entrata nel circuito europeo della Giornata Europea della Musica, uscendo da un isolamento abbastanza ridicolo per un paese come il nostro. Sabato 30 ci saranno i rappresentanti dell’Associazione Mondiale Discografici Indipendenti, che ci illustreranno lo scenario globale; la domenica, infine, faremo un incontro con l’Italian Quality Music Festival che è il circuito dei più grandi festival di musica in Italia”.

Ma cosa significa al giorno d’oggi essere indipendenti? “Per anni in Italia c’è stato questo equivoco che indipendente volesse dire per forza alternativo, oppure legato a certi stili come quello del rock alternativo, invece è un termine che noi vogliamo utilizzare dal punto di vista della produzione“, puntualizza Sangiorgi. “Negli ultimi vent’anni abbiamo visto crescere la scena indipendente dal punto di vista produttivo: oggi possiamo dire che sono indipendenti cantautori importanti come Brunori Sas, ma anche la nuova trap che viene spesso prodotta dagli stessi artisti giovani con proprie risorse. Allo stesso tempo sono indipendenti anche artisti come i Thegiornalisti, che cinque anni fa suonavano da sconosciuti al MEI, perché con le loro produzioni indipendenti hanno rivoluzionato tutte le classifiche e le dinamiche del pop mainstream”.

Anche dal punto di vista economico, i tempi sono maturi: “Il futuro sarà tutto indipendente. All’interno di un mercato (non solo musicale) in cui gli investimenti delle multinazionali saranno sempre più fatti su economie di scala, i mercati nazionali vireranno sempre di più verso produzioni indipendenti, e questo trend è già osservabile”.


Un grande classico della kermesse faentina è l’assegnazione di svariati premi ai protagonisti dell’annata in ambito musicale indie. Ed una delle band protagoniste del MEI 2017 sono i milanesi Canova, che ritireranno sabato sera il premio Super Mei Circus come ‘band rivelazione dell’anno’ insieme alla loro etichetta Maciste Dischi, giovane realtà milanese capace in pochissimi anni di affermarsi come una delle principali strutture discografiche e manageriali italiane, grande protagonista di quest’anno con i successi di Canova, appunto, e Gazzelle.

Il frontman della band Matteo Mobrici, intervistato ieri sera ai microfoni di Afa, si è detto onorato del premio: “Siamo felici di ricevere questo riconoscimento, anche se quello che c’è scritto sopra non è frutto della nostra fantasia”, chiosa umilmente il cantante, riferendosi forse alle altisonanti motivazioni del conferimento della targa, ‘per aver rinnovato il pop italiano‘. “Lo prendiamo così com’è e ringraziamo”.

I Canova – ancora frastornati dall’enorme successo del loro Avete ragione tutti in quanto “non c’era nessun presupposto affinché le cose andassero così, è successo tutto in maniera molto naturale” – sono in procinto di pubblicare il vinile del loro album d’esordio e stanno preparando novità: “Ovviamente non possiamo rivelare su cosa stiamo lavorando per i prossimi mesi, di certo non ci rilasseremo su nessun divano: stiamo già iniziando a preparare le prossime mosse”.

La data di questo sabato al MEI va a chiudere definitivamente un tour durato quasi dodici mesi, e sarà una “sorta di cerimonia di chiusura del nostro anno”, conclude Matteo. “Noi siamo una band vera, e vorremmo continuare anche col prossimo disco su questa linea della band che suona tanto e che fa la band”

Luca Lovisetto

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