Maxisequestro nell’inchiesta Civis: bloccati 77 milioni di euro a Ccc e Irisbus

7 mar. – La Guardia di Finanza di Bologna ha sequestrato 77 milioni di euro a Ccc e Irisbus, le aziende che fanno parte dell’associazione temporanea d’impresa che doveva eseguire i lavori del Civis e a due indagati: gli ex consiglieri di amministrazione di Atc Paolo Vestrucci e Claudio Comani accusati di corruzione. Una svolta clamorosa nell’inchiesta sul tram su gomma condotta dal procuratore aggiunto Valter Giovannini e dal pm Antonello Gustapane che hanno chiesto e ottenuto il sequestro preventivo al gip Andrea Santucci. La confisca dei beni è uno strumento che serve a garantire la rifusione del danno in caso di condanna.

Al Ccc sono stati sequestrati beni per 41,5 milioni di euro, a Irisbus per 34,5 milioni di euro tra cui l’intero stabilimento di Avellino. A Vestrucci e a Comani rispettivamente sono stati sequestrati beni per 872 e 315 mila euro.

Il gip Santucci non ha autorizzato il sequestro di 20 mila e 80 mila euro rispettivamente all’ex sindaco Giorgio Guazzaloca e all’ex presidente di Atc Maurizio Agostini ritenendo il reato di corruzione (per l’appalto del Civis) prescritto. Secondo i pm quelle cifre sono il provento della corruzione, la Procura farà ricorso al tribunale del Riesame contro questa decisione. Da sottolineare che l’ex sindaco aveva annunciato di voler rinunciare alla prescrizione “per poter dimostrare a fondo la sua estraneità alle accuse”.

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