Bologna, 16 set. – Non è stata la prima e non sarà l’ultima. A seguire l’esempio di Bologna nella trascrizione dei matrimoni contratti all’estero da coppie dello stesso sesso ci saranno anche Empoli e Roma.
Cresce così il fronte che appoggia il sindaco Virginio Merola nel braccio di ferro con il Prefetto Sodano, intenzionato a bloccare il provvedimento. Il sindaco della città toscana Brenda Barnini ha emesso ieri un decreto con efficacia a partire da oggi. Nelle motivazioni il richiamo alla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sul fatto che “il diritto al matrimonio ha un nuovo e più ampio contenuto, inclusivo anche del matrimonio fra due persone dello stesso sesso”.
Il sindaco della capitale Ignazio Marino ha annunciato di aver chiesto ai partiti del consiglio comunale di Roma di avviare il processo di riconoscimento dei matrimoni “contratti all’estero di coppie etero e omosessuali”. “Credo sia una normale procedura di civiltà” ha commentato Marino che rilancia anche la richiesta di un intervento legislativo: “Ci sono altre azioni che devono essere fatte in Italia: va ricordato che insieme alla Grecia siamo l’unico Paese nell’Unione europea senza leggi sulle unioni civili”.
A Bologna il confronto sul provvedimento continua. Oggi a dire la sua è anche la Curia che, per voce del vicario generale dell’Arcidiocesi Mons. Silvagni, intervistato da Nettuno Tv, parla di “operazioni che assomigliano più a colpi di mano o forzature, che ad effettive maturazioni di una coscienza e una responsabilità”.
Merola però può contare sul sostegno del segretario provinciale del suo partito Raffaele Donini convinto che “sul tema dei diritti civili la politica debba stare più avanti delle leggi per stimolare il legislatore e progredire verso l’affermazione dei diritti”. Palazzo D’Accursio, dunque, “fa bene a istituire il registro”, ribadisce Donini, anche a fronte di un veto del Prefetto.
Non tutto il Pd condivide la scelta del sindaco. La decisione di andare avanti nonostante lo stop di Sodano è stata criticata ieri sera alla Festa dell’Unità dal presidente del Pd di Bologna, Piergiorgio Licciardello. Per Licciardello, renziano e cattolico (sostiene Roberto Balzani alle primarie per la Regione) ciò che ha fatto Merola “è inutile ai fini pratici e non genera un dibattito sereno e costruttivo”.
Il sindaco riceve l’appoggio anche del M5S. Il capogruppo in Comune, Massimo Bugani sul suo profilo Facebook chiama in causa il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, perché il Governo faccia in fretta una legge sui diritti civili: “Due persone che si amano devono avere il diritto di sposarsi. Tutto il resto è noia” dice Bugani. In favore di Merola (“Bel colpo”) si schiera anche l’ex segretario generale della Cgil di Bologna, Danilo Gruppi, che critica il Prefetto fino a “rivalutare un’antica proposta della Lega che ne proponeva l’abolizione”. Complimenti a Merola da Franco Grillini, consigliere regionale LibDem e presidente di Gaynet che in una nota chiede alla Curia di smettare di intromettersi”.
Secondo il Codacons, intanto, la trascrizione sui registri dello stato civile di matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero, è assolutamente legale, e quindi il Prefetto non può annullare le disposizioni di un sindaco che vanno in questa direzione. A legittimare la direttiva del sindaco, secondo l’associazione, è la Corte europea dei diritti dell’uomo che una sentenza del 2010 ha ammesso l’esistenza del diritto alla vita familiare anche in favore delle coppie formate da soggetti dello stesso sesso.

