25 mag. – Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo (Vito Ciancimino, condannato nel 2001 a tredici anni di reclusione per favoreggiamento e concorso esterno in associazione mafiosa, morto del 2002), ha sporto denuncia contro ignoti che si sarebbero introdotti nella sua abitazione di Bologna e avrebbero rubato copie di verbali di interrogatorio da lui resi all’autorità giudiziaria di Palermo. Si tratta, come pubblicato dal Giornale di Sicilia, di deposizioni agli atti del processo al prefetto Mario Mori, generale dell’Arma dei carabinieri accusato di favoreggiamento alla mafia. Nei verbali l’imprenditore parla della presunta trattativa intrapresa, dopo le stragi mafiose del 1992, tra lo Stato e Cosa nostra. Massimo Ciancimino, già condannato dal tribunale di Palermo per riciclaggio, nei mesi scorsi ha rivelato di avere subito atti intimidatori a Palermo e per motivi di sicurezza ha deciso di trasferirsi a Bologna. Rispetto alla scorta che, secondo il quotidiano siciliano, sarebbe di conseguenza stata assegnata a Ciancimino dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di Bologna, il questore Luigi Merolla ha espresso un “no comment”.
Al figlio dell’ex sindaco mafioso, secondo fonti che l’Agenzia Ansa considera ben informate, viene assicurata in questi giorni solo una protezione – disposta su iniziativa del Questore – che sarà trasformata a breve in vigilanza radio collegata.
