Bologna, 1 ott.- “Sono qui con la profonda convinzione che questi percorsi, questi incontri con le persone che custodiscono un passaggio decisivo sulla storia d’Italia, non siano semplicemente delle ricorrenze. C’è l’esigenza, per le Istituzioni, di percorrere a ritroso la ‘marcia della morte’ del nazismo in Italia. Di ricordare le violenze verso i civili, divulgando la memoria di quegli episodi, soprattutto tra le nuove generazioni”. L’ha detto oggi a Marzabotto il Ministro della giustizia Andrea Orlando dal palco dove si sono tenute le commemorazioni per il 73esimo anniversario dell’eccidio di monte sole, in cui furono uccise per mano di nazisti e fascisti 770 persone, in gran parte donne, anziani e bambini, tra il 29 settembre e il 5 ottobre del 1944.
“Difendere oggi la democrazia significa combattere i fascismi, combattere le mafie e combattere la corruzione. Quest’ultima non è soltanto un fenomeno che sottrae risorse alla collettività, ma è, soprattutto, un tarlo che indebolisce la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni – ha continuato riferendosi al codice antimafia appena approvato dalla Camera-. In questi giorni ci stanno rimproverando perchè in una legge abbiamo previsto di equiparare corrotti e mafiosi. Io credo che la lotta contro la corruzione sia uno dei principali capitoli per la lotta alla difesa della democrazia“.
Centinaia le persone che si sono riunite, sotto la pioggia, davanti alla chiesa di Marzabotto dove era allestito il palco, per ricordare le vittime di uno dei più gravi crimini di guerra contro civili avvenuto durante la Seconda guerra mondiale nell’Europa occidentale. Una settimana di stupri, torture, fucilazioni per “ripulire” la zona sulle colline attorno a monte sole, nell’area che comprende i Comuni di Marzabotto, Monzuno e Grizzana Morandi, dove comandi tedeschi avevano deciso di spostare la linea gotica sotto la pressione dell’avanzamento degli alleati.
Anche il sindaco di Marzabotto Romano Franchi ha sottolineato come questo appuntamento “non sia e non debba essere un rituale ma un impegno comune“. Per poi ribadire “l’attualità dei valori quali la pace, la solidarietà e l’antifascismo in un momento in cui – ha detto- pare che l’estrema destra cerchi di strumentalizzare il disagio sociale per creare nuove divisioni”. Infine ha annunciato che il consiglio comunale, in accordo con i Comuni di Monzuno e Grizzana Morandi, ha conferito la cittadinanza onoraria al procuratore militare di Roma Marco De Paolis per il ruolo svolto nel processo a La Spezia. Per la strage si sono tenuti due processi, a La Spezia e a Roma, in cui sono stati condannati all’ergastolo nove graduati tedeschi. Ma nessuno degli ufficiali ha mai mostrato segni di pentimento ne scontato nemmeno un giorno di carcere, a causa dell’età.
“C’è la necessità di ripartire dalla memoria – ha detto Valter Cardi, presidente del comitato onoranze caduti di Marzabotto – . Credo che la politica debba farsi interprete di azioni che promuovano giustizia ed equità sociale. Solo così i nostri morti avranno la pace e la speranza di un mondo migliore”.
Le commemorazioni sono iniziate alle 8.30 in Comune a Marzabotto con il ricevimento delle delegazioni, per poi proseguire con la messa per i caduti e la deposizione delle corone commemorative e del cippo in ricordo dei martiri di sant’Anna di Stazzema.






