22 apr. – E’ già tornata la corrente elettrica alla Verlicchi di Zola Predosa, dove si potrà riprendere la produzione. Questa mattina, durante un incontro lampo tra Luigi Castagna, presidente del comitato territoriale di Hera Bologna, e una delegazione di lavoratori davanti alla sede della multiutility in viale Berti Pichat, l’azienda si era impegnata a riattivare le utenze. La previsione era stata di alcuni giorni: “Tra martedì e mercoledì ci ri-daranno la luce” aveva detto il sindacalista Fiom Nicola Patelli. E invece i tecnici ci hanno messo meno del previsto e la luce è tornata nello stabilimento dell’azienda che produceva, e tornerà a produrre, telai per moto.
Questa mattina, la notizia del prossimo ritorno dell’elettricità aveva sciolto in un applauso la tensione di lavoratrici e lavoratori, in tutto una decina, in presidio davanti ad Hera. A loro era arrivata la solidarietà di molti esponenti del mondo politico, dai leghisti Francesco Lari e Mauro Manfredini, al dipietrista Franco Grillini, al democratico Leonardo Barcelò, al grillino Giovanni Favia.
Sembra però che il ruolo decisivo, nella vicenda, lo abbia avuto il sindacato, con tanto di asse Fiom-Filtcem, entrambi sindacati di categoria della Cgil, il primo dei metalmeccanici e il secondo dei lavoratori di Hera. Si era infatti ventilata l’ipotesi di uno sciopero dei dipendenti Hera che avrebbe fatto perdere all’azienda l’equivalente della somma che deve incassare dalla Verlicchi.
Proprio i circa 250mila euro di bollette non pagate dalla precedente gestione sono infatti la “pietra dello scandalo”, il motivo per cui Hera aveva staccato la luce all’azienda. “Per noi c’è continuità di contratto” ha spiegato Castagna, confermando che la società chiederà al tribunale il riconoscimento di quei crediti in via prioritaria (avrebbero precedenza anche sugli stipendi dei lavoratori). Comunque ora la palla passa al giudice, ma da martedì

