Mars500: 6 astronauti in missione su Marte, ma è una simulazione

Il nome è Mars 500 ma la durata è in realtà di 520 giorni: un anno e mezzo durante il quale i sei astronauti partecipanti, tre russi, un francese, un cinese e l’italiano Diego Urbina sono confinati all’interno di un modulo sigillato e isolato dal mondo esterno nei pressi di Mosca. Il progetto è molto ambizioso; riprodurre perfettamente un viaggio dalla Terra a Marte e ritorno, con una parentesi, in corso di svolgimento proprio in questi giorni, per l’esplorazione di un suolo marziano anch’esso simulato. Gli astronauti sono tenuti sotto costante osservazione tramite strumenti diagnostici e di telemedicina, e seguono una dieta molto precisa. Le scorte d’aria e acqua sono limitate a quelle imbarcate alla partenza, e riutilizzate più volte tramite sistemi di filtraggio.  Persino le comunicazioni con la “terra” simulano il ritardo di 40 minuti che avrebbero in realtà.

Arrivati a meta’ della missione, sono i problemi gastro-intestinali ad affliggere per lo piu’ i sei astronauti che a Mosca stanno simulando il viaggio e lo sbarco su Marte. I dati non sono ancora definitivi, ma quattro cosmonauti su sei presentano “un’alterazione” delle normali funzioni dello stomaco e dell’intestino. Lo racconta Aldo Roda, docente di Farmacologia dell’Alma Mater di Bologna, che guida il gruppo di scienziati dell’Ateneo felsineo coinvolti nel progetto internazionale  organizzato dalle Agenzie spaziali europea e russa. Entrati nel simulatore a giugno 2010 (e quindi ‘decollati’ per la missione spaziale) i sei astronauti sono “atterrati” lunedi’ sul pianeta rosso, di cui hanno iniziato l’esplorazione. Oggi c’e’ stata la seconda uscita su Marte, mentre a fine mese e’ in programma il “rientro” sulla Terra, che terminerà a novembre. Ed è proprio la seconda fase del progetto quella che preoccupa di piu’ gli scienziati.
“E’ un’opportunita’ unica – sottolinea Roda – e’ difficile che si ripeta un esperimento del genere, servono molte risorse”. I dati delle varie ricerche saranno comunque “un’importante base di partenza” per il futuro viaggio su Marte, reale e non più simulato.

Certo il viaggio vero e proprio al momento non è ancora possibile, e nelle stime più ottimistiche avrà luogo tra non meno di vent’anni, ma anche da una simulazione come questa si può apprendere molto. Oggetto della ricerca sono infatti le reazioni dell’uomo all’isolamento prolungato, all’assenza di gravità e alle condizioni di sopravvivenza estreme poste da un lungo viaggio spaziale. I cosmonauti vedono infatti stravolti i propri bioritmi sonno/veglia, sono sottoposti a un grande stress psicologico e a causa di questo rischiano concretamente di cadere in depressione.

Al progetto “Mars500” partecipano anche diverse aziende italiane, che oltre a un contributo di 50.000 euro per il gruppo di ricerca dell’Alma Mater, hanno spedito in Russia i loro prodotti come viveri per gli astronauti. Nella fase di rientro, infatti, la dieta dell’equipaggio cambia con l’introduzione di prodotti italiani. Granarolo ha fornito, in forma liofilizzata, yogurt e latte fermentato, oltre a barrette di Parmigiano reggiano in confezioni a tenuta stagna. La Colussi ha spedito su Marte cracker, biscotti e bocconcini di panforte ricoperti di cioccolato. La  Coswell di Bologna ha fornito cioccolata antiossidante, mentre tisane rilassanti e anti-stress portano il marchio L’Angelica. La Sofar ha dato i farmaci per le infezioni urinarie, disfunzioni gastro-intestinali e i dispositivi per l’auto-diagnosi.

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