L’Università: “Uno spazio per il fondo Roversi di Bartleby”

4 feb. – La richiesta della fine dell’occupazione dell’aula Roveri, ma anche la proposta a Bartleby di uno spazio da destinare al Fondo Roversi, a completa gestione del collettivo. E’ il contenuto della lettera aperta del presidente della scuola di Lettere e Beni Culturali dell’Unibo, Costantino Marmo, indirizzata agli “occupanti di via Zamboni”. Un tentativo di arrivare ad un dialogo con gli occupati a cui si chiede di rientrare in un percorso legale di redistribuzione degli spazi di via Zamboni 38. In caso di rifiuto l’università, dice Marmo nella lettera “procederà senza dialogo ma sia ben chiaro per Vostra responsabilità”.

Non solo a Bartleby ma anche al Cua, che da  più di un anno occupa un ex magazzino al dipartimento di italianistica, il professore scrive: “Via Zamboni 38 non è il far-west o una terra di nessuno”

Per gli attivisti che da due settimane occupano l’aula Roveri, in cambio di una riconsegna incondizionata, Marmo propone la disponibilità di “uno spazio in cui rendere accessibili i materiali librari del residuo Fondo Roveri, lasciandone completa gestione al collettivo a cui appartiene”. Un’assegnazione temporanea, in attesa che il collettivo trovi una nuova casa. In quel caso, precisa Marmo, “il Fondo lo seguirà”. Un riconoscimento all’apporto che Bartleby “può dare, se vuole, alla valorizzazione di quel lascito”.

Gli attivisti si prendono del tempo per “leggere bene” e discutere nell’assemblea di stasera le proposte del presidente, arrivate alla vigilia di una nuova azione organizzata dal collettivo. Domani alle 12.30 Bartleby ha promesso di portare in Rettorato un fantoccio di Dracula, simbolo degli slogan contro il Rettore. Attacchi fantasiosi che, secondo il collettivo, sono stati ingigantiti e utilizzati per criminalizzare la loro protesta. Proprio a Dracula gli attivisti di Bartleby hanno fatto un’immaginaria intervista.

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